
Affitto, perché va pagato entro queste scadenze: si rischia grosso - Roadtvitalia.it
Non tutti lo sanno ma esistono delle scadenze previste dalla legge per il pagamento dell’affitto: cosa si rischia fuori dai termini.
Il pagamento dell’affitto è una delle spese mensili più significative per molte famiglie italiane. Tuttavia, rispettare le scadenze può diventare una vera sfida, specialmente in un contesto economico instabile.
Ritardi nei pagamenti possono derivare da imprevisti o difficoltà personali, e ciò può comportare conseguenze legali rilevanti, come lo sfratto per morosità. È quindi fondamentale conoscere le tempistiche e le modalità di pagamento dell’affitto, oltre ai diritti e doveri di entrambe le parti coinvolte.
Sai quando devi pagare l’affitto? Attenzione: rischi grosso
Secondo la legislazione italiana, le modalità e le tempistiche di pagamento dell’affitto sono generalmente concordate nel contratto di locazione. Questo documento diventa vincolante per entrambe le parti e stabilisce chiaramente le scadenze per il pagamento del canone, che può essere mensile, trimestrale, semestrale oppure annuale.
Sebbene il pagamento mensile sia la prassi più comune, le parti hanno la libertà di stabilire modalità diverse, purché siano esplicitamente indicate nel contratto. La maggior parte dei contratti prevede che il pagamento debba avvenire entro il quinto giorno del mese a cui si riferisce, in conformità con la legge sull’equo canone (legge n. 392/1978). Inoltre, è consuetudine concedere termini di tolleranza che possono variare da 5 a 10 giorni per coloro che si trovano in difficoltà.
Il mancato pagamento dell’affitto può portare a gravi conseguenze. Se un inquilino non salda la mensilità entro i termini stabiliti, il locatore ha il diritto di avviare una procedura di sfratto per morosità. Secondo la legge, il proprietario può agire legalmente dopo un ritardo di soli 20 giorni dal termine di pagamento. Pertanto, è essenziale effettuare il pagamento entro la scadenza concordata per evitare complicazioni.

In caso di ritardo, il locatore deve inviare una diffida formale all’inquilino, informandolo del mancato pagamento e delle possibili conseguenze legali. Gli inquilini devono essere a conoscenza della scadenza esatta prevista nel loro contratto, poiché ogni contratto può contenere clausole specifiche che disciplinano il pagamento e le conseguenze in caso di inadempienza. Per il 2025, le scadenze di pagamento dell’affitto seguendo la prassi comune sono le seguenti:
- Mensilità di gennaio 2025: entro il 5 gennaio 2025
- Mensilità di febbraio 2025: entro il 5 febbraio 2025
- Mensilità di marzo 2025: entro il 5 marzo 2025
- Mensilità di aprile 2025: entro il 5 aprile 2025
- Mensilità di maggio 2025: entro il 5 maggio 2025
- Mensilità di giugno 2025: entro il 5 giugno 2025
- Mensilità di luglio 2025: entro il 5 luglio 2025
- Mensilità di agosto 2025: entro il 5 agosto 2025
- Mensilità di settembre 2025: entro il 5 settembre 2025
- Mensilità di ottobre 2025: entro il 5 ottobre 2025
- Mensilità di novembre 2025: entro il 5 novembre 2025
- Mensilità di dicembre 2025: entro il 5 dicembre 2025
È fondamentale che l’inquilino tenga in considerazione questi termini per evitare di trovarsi in una situazione di morosità. Ad esempio, se l’affitto di marzo deve essere pagato entro il 5, sarà possibile effettuare il pagamento fino al 25 marzo senza rischiare lo sfratto, a condizione che non ci siano altri ritardi pregressi.
In un contesto economico in cui le difficoltà possono colpire anche le famiglie più previdenti, è essenziale che gli inquilini siano informati sui loro diritti e doveri in materia di affitti. La consapevolezza delle scadenze e delle conseguenze legali legate al mancato pagamento può fare la differenza tra la sicurezza abitativa e l’incertezza. È sempre utile rimanere aggiornati e, in caso di difficoltà, considerare la possibilità di un dialogo aperto con il locatore per trovare soluzioni che garantiscano la stabilità per entrambe le parti.