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Arrestati i fratelli Cosentino: blitz notturno nella casa dell’ex sottosegretario

Arrestati contemporaneamente i tre fratelli Cosentino: l’ex sottosegretario Nicola, Antonio e Giovanni. È il secondo arresto in un anno per Nicola Cosentino, era tornato in libertà lo scorso 8 Novembre. 

Coinvolti il Comune, la Regione, i fratelli Zagaria e Q8 Italia.

Come evidenziato dal comunicato stampa della procura di Napoli, i Cosentino, assieme ad altri tra cui i fratelli Zagaria, alcuni funzionari del Comune di Casale (Vincenzo Schiavone, Giacomo Letizia e Vincenzo Falconetti), della Regione Campania (Luigi Letizia) e di Q8 Italia (Giovanni Adamiano e Bruno Sorrentino), sono tutti ritenuti responsabili, a vario titolo,  di estorsione, concussione, illecita concorrenza con violenza o minaccia, il tutto esercitato con l’aggravante del metodo mafioso. I fratelli Cosentino avevano messo in piedi un’organizzazione che, combinando potere politico, economico e mafioso, riusciva ad avere il controllo del mercato dei distributori di carburante, a danno dei privati non “allineati”.

Minacce agli imprenditori ed ai funzionari pubblici locali.

La questione ruota intorno all’autorizzazione ottenuta dall’imprenditore Luigi Gallo dal Comune di Villa di Briano, per l’apertura di un impianto di carburanti che, come da normativa, impediva ai Cosentino di aprire un’attività analoga nel raggio di 5 km. Da lì si è mossa la macchina “diabolica”, minacciando lo stesso Luigi Gallo ed esercitando pressioni su Nicola Magliulo, dell’ufficio tecnico di Villa di Briano, colpevole di aver rilasciato la suddetta autorizzazione. L’azione intimidatoria sarebbe stata condotta, oltre che dallo stesso Cosentino anche dall’ex prefetto di Caserta, Maria Elena Stasi.

“Illecita posizione di vantaggio”.

L’organizzazione avrebbe esercitato il proprio potere sull’Ufficio Tecnico Comunale di Casal di Principe per ottenere in ogni caso, in modo abusivo, un’autorizzazione edilizia “con palesi vizi di illegittimità”, per l’Agip Petroli, società nell’orbita del sistema architettato dai Cosentino.  Sempre dal comunicato emerge “la spregiudicatezza dei fratelli Cosentino nella gestione del loro potere economico e l’asservimento a tale scopo del concorrente potere politico accumulato da Nicola Cosentino e del rapporto di scambievole interesse con esponenti del Clan dei Casalesi“. Il legame con il clan era così forte da vietare l’estorsione verso le aziende “affiliate”, al contrario di quanto avviene per le altre presenti sul territorio.

This post was published on Apr 3, 2014 9:52

Vincenzo Credendino

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