Cronaca

Baby gang colpisce a Marano, identificata l’esecutrice

Grande rumore ha provocato l’ennesimo episodio di violenza giovanile accaduto poco più di una settimana fa a Marano (Na), e a farne le spese stavolta è stata una ragazzina di soli 12 anni, aggredita selvaggiamente da alcune compagne di scuola in un vero e proprio “raid punitivo”

Nel pomeriggio del 27 febbraio la baby bulla, unitamente ad altre amiche, bussa al citofono della vittima invitandola a scendere, tendendole però un vero e proprio agguato, aggredendola con calci e pugni al volto e allo stomaco, ed il tutto naturalmente ripreso attraverso gli smartphone dei maschi poi aggregati al gruppo, pronto per essere postato in rete.

La vittima, rientrata a casa con varie ecchimosi ed escoriazioni, ha raccontato tutto ai genitori che prontamente hanno denunciato l’accaduto ai Carabinieri.

Della vicenda si è occupato anche il deputato Francesco Emilio Borrelli che dichiara: “È stata vittima non di una semplice aggressione ma, a quanto sembra, di una punizione umiliante. Oggigiorno siamo sin troppi abituati a manifestazioni di violenza, ma quando ad esserne protagoniste sono delle ragazzine poco più che bambine rabbrividiamo. Un raid punitivo che scimmiotta le azioni delle gang di strada, un pestaggio premeditato che si ispira al modus operandi della peggiore criminalità“.

Dopo pochi giorni dall’aggressione è stata identificata l’esecutrice, si tratta della nipote di un killer del clan Polverino, nota cosca criminale della zona. È chiaro che la ragazzina ha agito in base all’educazione ricevuta nel suo contesto familiare violento, questo episodio (purtroppo non isolato) riflette problematiche più ampie legate alla violenza tra i giovani e alle difficoltà sociali che segnano molte realtà italiane.

Le conseguenze di un atto di violenza come questo sono devastanti, e non solo per la vittima, ma anche per gli stessi carnefici! La ragazzina aggredita, oltre a dover affrontare le cicatrici fisiche, rischia di subìre danni psicologici a lungo termine, come il trauma, la paura e una possibile perdita di fiducia nel prossimo. Per i ragazzi che hanno compiuto l’aggressione, le ripercussioni psicologiche non sono da sottovalutare, soprattutto perché rischiano di non comprendere la gravità delle loro azioni e le ripercussioni che queste hanno sulle vittime.

Questo brutto episodio ha scosso profondamente l’opinione pubblica e sollevato numerosi interrogativi sulla sicurezza, sul benessere e sull’educazione dei giovani: i benpensanti possono magari credere che con un intervento tempestivo e ben strutturato è possibile prevenire e ridurre il fenomeno e che magari attraverso l’educazione e il supporto possiamo sperare di invertire la tendenza e di costruire una società più pacifica… ma sarà davvero così?

This post was published on Mar 6, 2025 12:18

Fabio Iuorio

Osservatore del sociale a 360°, amo scrivere e guardare Oltre. Ho amato il ruolo di giornalista fin da bambino, mi piace poter approfondire temi a sfondo sociale spesso ignorati dalla società moderna. Che dire, sono un eterno sognatore di un mondo come quello descritto da John Lennon in Imagine, un mondo dove non esistono discriminazioni e guerre, nulla per cui uccidere o morire.

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