“Lorenzo ti deve parlare“, e poi “vi sparo, voi non sapete con chi avere a che fare“: sono le parole che si sono sentiti dire alcuni imprenditori di Sant’Antimo (Napoli), condotti davanti al figlio del boss con la mediazione di un imprenditore a lui vicino, per costringerli a pagare un pizzo di 25mila euro e a vendere appartamenti al clan e a una società “gradita” alla camorra.
E’ quanto hanno scoperto i carabinieri del Nucleo Investigativo di Castello di Cisterna (Napoli), nell’ambito di indagini coordinate dalla DDA partenopea. I militari hanno notificato oggi due misure cautelari emesse da gip nei confronti di Lorenzo Puca – esponente di spicco dell’omonimo clan, figlio del boss Pasquale Puca, detto “‘o minorenne” – e dell’imprenditore, una persona incensurata, anche lui di Sant’Antimo. Le vittime della tentata estorsione sono a loro volta imprenditori, proprietari anche del terreno su cui è stato poi realizzato il complesso edilizio preso di mira dalla camorra locale.
This post was published on Ott 9, 2018 14:35
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