Cronaca

Campo rom di via Carrafiello a Giugliano: famiglie in partenza, la Prefettura fa il punto

Il prefetto Di Bari ha riunito attorno a un tavolo istituzioni, forze dell’ordine e terzo settore per monitorare l’avanzamento del percorso di superamento dell’insediamento nomade. Segnali incoraggianti, ma la strada è ancora lunga.

di Fabio Iuorio 

Qualcosa si muove in via Carrafiello. Il campo rom di Giugliano in Campania, da anni uno dei nodi più intricati dell’intera area metropolitana di Napoli, registra nelle ultime settimane un dato che non era scontato: diverse famiglie hanno scelto di andarsene spontaneamente, spostandosi fuori regione. Non è una svolta definitiva, ma un segnale, e le istituzioni lo hanno accolto come tale.
A fare il punto della situazione è stato il prefetto di Napoli Michele di Bari, che ha convocato a Palazzo di Governo un vertice con tutti i soggetti coinvolti nel percorso di superamento dell’insediamento: il Comune di Giugliano, l’Incaricato per il contrasto agli incendi dolosi di rifiuti nella Regione Campania, le forze dell’ordine e gli enti del terzo settore che da mesi lavorano sul campo per accompagnare questo difficile processo.
Il dato più rilevante emerso dalla riunione riguarda proprio le partenze volontarie: alcune famiglie, senza pressioni esterne, hanno deciso di trasferirsi altrove e i rappresentanti del terzo settore lo hanno confermato durante l’incontro. I numeri precisi non sono stati ancora ufficializzati, ma la direzione è quella giusta, almeno secondo le istituzioni presenti.
Parallelamente, il Comune di Giugliano ha mosso un passo concreto sul fronte dell’inclusione: con una delibera di indirizzo, l’amministrazione ha stabilito che il 10% dei posti nei campi estivi comunali sarà riservato ai minori di etnia rom, una scelta che guarda lontano perché non basta gestire l’emergenza del momento, bisogna investire sui bambini, sulla loro educazione, sulla loro possibilità di costruirsi un percorso diverso da quello in cui sono nati. Poi c’è il capitolo rifiuti, che in questo tipo di insediamenti diventa ogni estate una vera e propria emergenza: accumuli, roghi, fumo nero che si alza verso il cielo e che non fa distinzione tra chi abita dentro e fuori dal campo. Il Comune ha riferito che sono già stati potenziati i ritiri (non solo a via Carrafiello ma anche negli altri insediamenti nomadi del territorio) e che le attività di sensibilizzazione rivolte alla comunità stanno dando risultati. Su impulso della Prefettura, l’amministrazione si è impegnata a stimare con più precisione i volumi di rifiuti prodotti e ad accorciare i tempi tra la segnalazione e la rimozione. L’obiettivo è evitare che gli accumuli si trasformino in roghi: un rischio concreto, documentato, che con il caldo estivo diventa quasi una certezza se non si interviene per tempo.
Quello di via Carrafiello è un dossier aperto da anni, un insediamento che ha attraversato stagioni politiche diverse, promesse, piani, tavoli istituzionali, ma stavolta il percorso sembra avere una struttura più solida: c’è un coordinamento reale tra soggetti con competenze diverse, c’è un monitoraggio periodico, c’è soprattutto la consapevolezza che non esistono soluzioni rapide né indolori.
Le partenze volontarie delle ultime settimane non chiudono la questione. La aprono, semmai, verso una fase nuova. E sarà il lavoro dei prossimi mesi a dire se questa volta la strada imboccata porta davvero da qualche parte.

This post was published on Giu 5, 2026 11:26

Redazione

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