Aveva solo 15 anni Giuseppe Piccolo il 27 marzo del 1991, un adolescente come tanti, sua vita che purtroppo si è fermata quel giorno lì. Rientrava a casa dopo una partita di pallone, prima di salire però due chiacchiere con gli amici giù nel piazzale. Ma qui, un proiettile vagante, gli perforò l’occhio. Morì quattro giorni dopo in ospedale. Ma Giuseppe Piccolo vive nonostante tutto… vive nel corpo di altre cinque persone, in quanto la famiglia di Giuseppe decise per l’espianto di cuore, polmoni, fegato, cornea e reni.
Giuseppe Piccolo sarà così ricordato domani, giovedì 31 marzo ore 9, in una marcia organizzata dalla famiglia di Giuseppe, grazie e sopratutto all’aiuto del Presidio di Libera Ponticelli. L’intera comunità di Cercola vi parteciperà, per non dimenticare, mai.
“Peppino era un figlio di Cercola – sottolinea il primo cittadino Vincenzo Fiengo – nonché mio amico, che ha lasciato la sua giovinezza, il suo entusiasmo, le sue aspettative sul ciglio di un marciapiede per un gesto della criminalità. Deve esserci l’impegno di tutti – prosegue – per far sì che episodi del genere non si ripetano e non ci siano altre famiglie costrette a vivere drammi che non hanno una spiegazione se non quella della sembianza della malvagità umana”. Il sindaco sarà in prima fila giovedì mattina accanto alla sorella ed ai genitori del “piccolo Giuseppe”
Per maggiori info visitare la pagina Facebook ‘Presidio Libera Ponticelli “Vittime 11 Novembre”‘.
This post was published on Mar 30, 2016 17:35
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