Cultura

“Corri verso la notte”: Francesco Costa porta in libreria la Napoli del 1924 e il sequestro Matteotti

Dal 10 aprile in libreria e negli store online il nuovo romanzo dello scrittore e sceneggiatore napoletano, edito da Marlin. La storia di Pietro Fortuna, giovane cronista del rione Sanità, tra politica, amore e la dittatura nascente. Susanna Tamaro: “Una lingua vivace, immaginifica, generosa”


Arriva il 10 aprile 2026 in libreria e negli store online “Corri verso la notte” (Marlin Editore, collana Vulcano, pp. 272, € 17,90), il nuovo romanzo del pluripremiato scrittore e sceneggiatore napoletano Francesco Costa. Un libro che riporta il lettore nella Napoli del 1924, nel cuore di un’estate infuocata destinata a cambiare per sempre il corso della storia italiana.

La trama: dal sequestro Matteotti alle strade di Napoli

Il 10 giugno 1924 una notizia sconvolge l’Italia: Giacomo Matteotti è stato rapito. “Corri verso la notte” racconta i settanta giorni compresi tra il sequestro e il ritrovamento del corpo del deputato socialista, il 16 agosto 1924. Mentre il Paese resta paralizzato tra paura e consenso, è Napoli l’unica città a insorgere con violenti scontri di piazza — audace e ribelle come ai tempi dell’Inquisizione, come lo sarà più avanti contro l’invasore nazista nelle Quattro Giornate.

Protagonista è Pietro Fortuna, giovane squattrinato del rione Sanità che sogna di diventare cronista ne Il Mattino. La sua è una formazione insieme politica e sentimentale, segnata da due amori contrapposti: uno ideale, incarnato da una giovanissima cantante napoletana, e uno più istintivo, rappresentato da una disinvolta giornalista americana.

Una scrittura vibrante tra storia e odori di Napoli

Il romanzo si nutre di una ricca documentazione storica — “Nulla in questo libro è falso, perfino le ricette di cucina attinte dalle riviste dell’epoca”, precisa l’autore — e restituisce un ritratto vivido della prima fase del Ventennio fascista. Denso di colpi di scena, capace di alternare momenti di grande durezza a passaggi di raffinato umorismo, il libro è intriso degli odori e dei colori delle strade partenopee, mentre le speranze dei ruggenti anni Venti si infrangono contro la realtà della dittatura nascente.

Francesco Costa

Le parole dell’autore: un’eco dei nostri tempi

Costa non nasconde le ragioni profonde che lo hanno spinto a scrivere questo romanzo: “Poco più di cento anni fa, Giacomo Matteotti viene rapito in una strada del centro di Roma. L’Italia precipita nel terrore. E come reagisce Napoli? Scontri di piazza, tafferugli: piazza Dante, via Toledo, Mergellina sono insanguinate. Giovani, centinaia di giovani insorgono contro le squadracce fasciste. Mi piace pensare che siano gli antenati dei giovani tornati alle urne per difendere la Costituzione.”

Il racconto affonda anche nella memoria familiare: “Il rapimento Matteotti segnò un inasprimento della dittatura fascista. Mio padre, nato nel 1920, che cosa avrebbe avuto nel suo futuro? La guerra in Africa a soli 21 anni, poi l’arresto a Gaeta e la deportazione in Germania per essersi rifiutato di aderire alla Repubblica di Salò.”

Il giudizio di Susanna Tamaro

A suggellare il valore letterario del romanzo arriva la voce di Susanna Tamaro: “Ci si trova immersi in una lingua vivace, immaginifica, generosa, che, capitolo dopo capitolo, trascina con sé il lettore nel Ventennio fascista fino al sorprendente finale.”

Chi è Francesco Costa

Nato a Napoli, Costa è autore di una bibliografia ricca e pluripremiata, con traduzioni in Germania, Grecia, Giappone e Spagna. Tra i suoi titoli ricordiamo La volpe a tre zampe (Baldini & Castoldi/Rizzoli), Non vedrò mai Calcutta (Mondadori), Se piango, picchiami (Marsilio), Orrore Vesuviano (Bompiani, finalista al Premio Scerbanenco) e La Scuola dei veleni (Touring Junior, vincitore del Premio Selezione Bancarellino). Come sceneggiatore ha vinto il Premio Speciale della Giuria alla Mostra di Venezia del 1980 per L’altra donna di Peter Del Monte. Da due suoi romanzi sono stati tratti film con Miranda Otto, Maria Grazia Cucinotta e Geraldine Chaplin, quest’ultimo con la fotografia di Vittorio Storaro.

This post was published on Apr 9, 2026 15:58

Redazione Desk

Questo articolo è stato scritto dalla redazione di Road Tv Italia. La web tv libera, indipendente, fatta dalla gente e con la gente.

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