Cultura

Extinction, a Salerno i guerrieri di Max Papeschi guardano verso il Mediterraneo

Un esercito senza armi puntate contro qualcuno, disposto a guardare verso il Mediterraneo. È questa l’immagine che accoglierà i visitatori alla Casa del Combattente di Salerno dal prossimo 7 novembre. Protagoniste saranno 46 sculture firmate da Max Papeschi, che attraverso un linguaggio provocatorio affronta uno dei temi più difficili del nostro tempo: la guerra.

L’opera si intitola Extinction e sarà presentata sabato alle 17.30 nell’ambito della manifestazione Luci d’Artista. L’esposizione resterà visitabile fino al 4 aprile 2027.

A rendere riconoscibile l’installazione è la particolare scelta delle figure: i corpi richiamano i celebri soldati dell’esercito di terracotta di Xi’an, mentre al posto dei volti dei guerrieri compaiono le teste degli gnomi da giardino, un accostamento insolito, che rompe l’immagine tradizionale del soldato e introduce un elemento ironico in una rappresentazione legata alla guerra.

L’installazione prende il nome di Zwergen Dämmerung ed è composta da sculture realizzate in terracotta. La loro disposizione seguirà una forma a ventaglio, con le figure orientate verso il mare, una scelta che modifica il significato abituale di un esercito schierato e sposta l’attenzione dalla conquista all’apertura verso l’esterno.

Il progetto porta la firma di Max Papeschi, artista conosciuto per il suo modo di affrontare temi politici e sociali attraverso immagini che mescolano elementi lontani tra loro. La curatela è affidata a Stefania Morici e Antonio Calbi, mentre l’allestimento è stato progettato dall’architetto Giovanni Musica dello studio MGAlab.

A completare il percorso ci saranno tre installazioni luminose realizzate in collaborazione con Quadruslight.

Per comprendere il significato dell’opera bisogna partire dall’idea che accompagna Extinction: Papeschi immagina un futuro nel quale l’umanità è scomparsa e una civiltà extraterrestre tenta di ricostruire ciò che è accaduto sulla Terra.

Gli esseri umani vengono quindi osservati da qualcuno che non appartiene al loro mondo e che prova a interpretarne comportamenti, scelte e contraddizioni. Una prospettiva immaginaria che permette di guardare alla nostra storia con occhi diversi, soffermandosi soprattutto sulla violenza e sulla continua presenza dei conflitti.

È un racconto che utilizza il paradosso per mettere in discussione alcune delle convinzioni con cui l’uomo ha costruito la propria idea di civiltà. Le sculture diventano così parte di una riflessione più ampia, nella quale il linguaggio dell’arte si intreccia con quello della denuncia.

La scelta della Casa del Combattente e del Lungomare Trieste accompagna il significato dell’esposizione. Il mare diventa il punto verso cui sono rivolte le figure, mentre Salerno ospita un progetto che richiama il valore della convivenza e del confronto tra culture.

Per Stefania Morici, in un momento storico segnato da guerre e tensioni, l’arte deve prendere posizione contro i conflitti e l’impoverimento culturale. Un pensiero condiviso anche da Antonio Calbi, che richiama le conseguenze delle guerre sulle popolazioni e la necessità di recuperare il dialogo come strumento per affrontare le controversie internazionali.

L’iniziativa ha ricevuto il patrocinio del Comune di Salerno e dell’Istituto Italiano di Cultura di Parigi.

Con Extinction, Luci d’Artista ospita quindi un’esperienza che si allontana dalle tradizionali decorazioni luminose per proporre anche un percorso di arte contemporanea. E forse il dettaglio più interessante è proprio quello di quei guerrieri dall’aspetto insolito: figure che richiamano eserciti del passato, ma che questa volta non sono rivolte verso una battaglia.

This post was published on Nov 2, 2026 12:35

Redazione

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