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Femminicidio, il Comune ricorda Nunzia Castellano dieci anni dopo la scomparsa (VIDEO)

di Giuliana Gugliotti

Grandi occhi blu e tanta voglia di vivere, prematuramente spezzata da un colpo di coltello. Questa era Nunzia Castellano, la giovane assassinata a soli 31 anni il 14 novembre 2003 da Luca Carafa, l’ex fidanzato che oggi la madre di Nunzia definisce un “boia”, il cui unico obiettivo era stroncare la vita della donna che l’aveva rifiutato.

Nunzia Castellano è purtroppo solo una delle tante donne che quotidianamente sono vittime di atti di violenza, una violenza che non di rado culmina in un brutale assassinio. Un fenomeno, quello del femminicidio, che proprio nell’ultimo decennio ha toccato picchi allarmanti, con oltre 100 donne uccise nell’ultimo anno.

Oggi, in occasione del decennale della scomparsa di Nunzia, il comune di Napoli sceglie di ricordare lei e tutte le vittime innocenti che hanno perso la vita per mano di chi invece avrebbe dovuto amarle, in un incontro moderato da Francesca Scognamiglio, giornalista e attivista volontaria presso lo sportello Lilith, che ha visto la partecipazione dell’assessore ai Giovani Alessandra Clemente, dell’assessore alla Scuola Anna Maria Palmieri, della madre e della sorella di Nunzia e di tante altre donne, esponenti delle associazioni “Dream Team”, “Maddalena”, “Le Kassandre”, da sempre impegnate nella lotta contro la violenza di genere.

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Nunzia, i suoi occhi penetranti, la vitalità, l’altruismo e il senso profondo della sua umanità rivivono, grazie alla voce e all’interpretazione di Rosaria De Cicco, nelle parole di Giuliana Covella, scrittrice che proprio a Nunzia ha dedicato un brano del suo ultimo libro, “Fiore come me”. Grande emozione ma soprattutto un’occasione per non dimenticare.

“Un giorno di dolore” afferma Alessandra Clemente, promotrice dell’iniziativa insieme ad altre due donne della Giunta, Anna Maria Palmieri e Roberta Gaeta, “che però è anche piena di impegno”. Un impegno rivolto a evitare che tragedie come quella di Nunzia riempiano ancora le pagine di cronaca nera. Un impegno che deve coinvolgere tutti: politica, istituzioni, associazioni di aiuto che svolgono un lavoro capillare sul territorio, nelle famiglie, nelle scuole. “Solo costruendo una rete di sostegno, stando insieme, stringendoci l’un l’altro, possiamo fare in modo che questo dolore sia meno intenso, possiamo sperare in un vero cambiamento” afferma Clemente.

Lo sanno bene Angela e Rosaria, la madre e la sorella di Nunzia che oggi, con la fondazione a lei dedicata, sono impegnate nella lotta alla violenza sulle donne. “Denunciate” è l’appello della madre di Nunzia alle ragazze che si trovano in situazioni di vessazioni fisiche o psicologiche. “Mia figlia credeva di potercela fare da sola, ma non è stato così. Non abbiate paura di chiedere aiuto: troverete il modo di venirne fuori”.

Fondamentale resta la prevenzione. “La violenza è un fatto culturale” afferma Adriana Maestro, presidente dell’associazione Giancarlo Siani e responsabile del progetto Daphne, “bisogna partire dall’educazione affettiva dei bambini e dei ragazzi”. Come ha fatto l’ITT Marie Curie di Ponticelli, che ha portato avanti insieme ai ragazzi, oggi presenti, un progetto di educazione ai sentimenti e sensibilizzazione sul tema della violenza di genere. Ma bisogna abbassare ancora l’età del target: già da piccoli infatti i bambini sono soggetti a influenze negative, come afferma anche l’assessore alla Scuola Anna Maria Palmieri. “I bambini apprendono molto presto la discriminazione, il pregiudizio, la violenza”. La fascia d’età indicata per i primi interventi è quella scolare: dai 6 agli 11 anni c’è ancora la speranza di cambiare l’imperante mentalità maschilista.

L’assessorato alla Scuola, grazie al contributo delle associazioni e dei loro membri, tra cui la stessa Adriana Maestro che presenterà un progetto anti-violenza per le scuole elementari, si impegnerà proprio in questa direzione, promuovendo interventi nei contesti scolastici, per antonomasia “non discriminatori”, spiega Palmieri, per agire prima che diventi troppo tardi.

14 novembre 2013

This post was published on Nov 14, 2013 18:06

Giuliana Gugliotti

Nasco in Ottobre, prima del tempo. Mi resta addosso l'ansia di fare, negli anni imparo che la fretta è cattiva consigliera. Odio le approssimazioni, amo Napoli, l'odore dei libri e le cose ben fatte.

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