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Fiori in mare, Napoli ricorda le vittime della strage di Lampedusa (VIDEO)

di Giuliana Gugliotti

Una corona di fiori lanciata in mare per ricordare le vittime della strage di Lampedusa, proprio davanti all’isolotto di Megaride dove ora sorge il Castel dell’Ovo, che fu primo approdo dei fondatori di Neapolis, una città che dell’inclusione, dell’accoglienza e della pace ha sempre fatto il suo vessillo.

Una manifestazione simbolica, quella di ieri, organizzata da Cgil, Cisl e Uil a cui ha aderito il Comune di Napoli, per dire basta alle stragi di immigrati e sensibilizzare l’opinione pubblica cittadina, ma soprattutto le istituzioni politiche nazionali alla necessità di un cambiamento.

Al Molo Beverello si sono dati appuntamento i rappresentanti cittadini e regionali dei tre sindacati, accompagnati da una delegazione di immigrati e dall’assessore al welfare Roberta Gaeta. La Celestina, il battello dell’Alilauro messo a disposizione per la cerimonia, è salpato poi in direzione Castel dell’Ovo, dove è stata lanciata in mare la corona commemorativa.

Un funerale e insieme un omaggio agli uomini e alle donne che nel nostro mare hanno perso la vita. “Il mediterraneo è diventato un mare di morte, e questo non è possibile” afferma Jamal Kaddoura, responsabile immigrazione Cgil Campania.

“Il rispetto per le persone è alla base di tutto. Il paradosso che non possiamo accettare come Comune di Napoli” spiega Roberta Gaeta “è che da vittime queste persone, che scappano dalla guerra, che sono rifugiati politici, si trasformino in colpevoli”.

I sindacati chiedono a gran voce una revisione della Bossi – Fini, che introdusse il reato di immigrazione clandestina. “Bisogna pretendere dall’Europa un progetto comune” afferma Giampiero Tipaldi, Cisl “perché non è possibile che l’Italia, che rappresenta la porta di ingresso in Europa per gli immigrati, diventi con le sue leggi un paese carnefice”.

GUARDA IL VIDEO:

12 ottobre 2013

This post was published on Ott 12, 2013 15:36

Giuliana Gugliotti

Nasco in Ottobre, prima del tempo. Mi resta addosso l'ansia di fare, negli anni imparo che la fretta è cattiva consigliera. Odio le approssimazioni, amo Napoli, l'odore dei libri e le cose ben fatte.

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