Cronaca

Fratelli Diana assolti in Appello: confermata l’estraneità ai Casalesi

La Corte d’Appello di Napoli respinge il ricorso della Dda e ribadisce l’estraneità dei fratelli Nicola e Antonio Diana alle accuse di concorso esterno in associazione mafiosa. Si chiude con una seconda assoluzione una vicenda giudiziaria durata sette anni.

Si conclude con un nuovo verdetto favorevole il procedimento che ha coinvolto gli imprenditori di San Cipriano d’Aversa Antonio e Nicola Diana, accusati di concorso esterno in associazione mafiosa con riferimento alla fazione Zagaria del clan dei Casalesi.

La quinta sezione della Corte di Appello di Napoli ha confermato la sentenza di primo grado pronunciata dal Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, che li aveva assolti con la formula “il fatto non sussiste”. Anche in secondo grado, dunque, è stata esclusa qualsiasi responsabilità penale a loro carico.


Le accuse della Dda e la ricostruzione contestata

L’inchiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli sosteneva l’esistenza di un rapporto tra l’attività imprenditoriale dei Diana e la fazione guidata da Michele Zagaria, storico capo del clan dei Casalesi.

Secondo l’impostazione accusatoria, il presunto patto avrebbe garantito agli imprenditori una posizione di vantaggio nel territorio controllato dal clan, in cambio di utilità economiche e servizi, tra cui il cambio di assegni e la consegna di somme di denaro destinate alle casse dell’organizzazione.

Un quadro che, alla luce delle sentenze di primo e secondo grado, non ha trovato riscontro probatorio.


Arresti, sequestri e prima assoluzione

Nel 2019 per i fratelli Diana scattarono gli arresti domiciliari. Furono sequestrate anche diverse aziende riconducibili agli imprenditori, provvedimenti poi successivamente revocati.

Nel 2024 arrivò la prima assoluzione dal Tribunale di Santa Maria Capua Vetere. La Procura antimafia decise però di impugnare la decisione, insistendo sulla tesi accusatoria.

Con la pronuncia odierna, la Corte d’Appello di Napoli ha ribadito l’insussistenza dei fatti contestati, chiudendo di fatto il capitolo giudiziario in secondo grado.


“Restituita giustizia e fiducia”

«Dopo anni complessi – ha dichiarato Antonio Diana – questa decisione restituisce non solo giustizia, ma anche fiducia nella verità, nelle istituzioni e nelle persone per bene».

Antonio e Nicola Diana sono figli di Mario Diana, imprenditore ucciso dalla camorra, cui è stata dedicata una Fondazione. Nel corso degli anni erano stati indicati come imprenditori impegnati sul fronte dell’antiracket, prima di finire al centro dell’inchiesta che li aveva coinvolti.

La sentenza d’Appello rappresenta un ulteriore punto fermo sulla loro posizione, confermando l’assenza di responsabilità rispetto alle accuse di collusione camorristica.

This post was published on Feb 26, 2026 10:29

Redazione

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