Su decisione della Corte di Cassazione è stato rinviato a una nuova sezione della Corte di Assise di Appello di Napoli il processo di secondo grado sull’omicidio di Genny Cesarano, vittima innocente della camorra, assassinata per errore in piazza Sanità, a Napoli, ad appena 17 anni, la notte tra il 5 e 6 settembre 2015. Per quella tragica morte il 6 dicembre 2017 sono stati condannati all’ergastolo, dal gup di Napoli Alberto Vecchione, Antonio Buono (difeso dall’avvocato penalista Enrico Di Finizio), Luigi Cutarelli (difeso dall’avvocato Domenico Dello Iacono), Ciro Perfetto (difeso dall’avvocato Annalisa Senese) e Mariano Torre.
Sedici anni di reclusione furono inflitti, invece, al mandante, Carlo Lo Russo, ex boss dell’omonimo clan e collaboratore di giustizia.
L’11 luglio 2019, la IV sezione della Corte di Assise di Appello di Napoli confermò la pena dell’ergastolo per tre dei quattro imputati e i 16 anni di carcere per il mandante ma decise di ridurre la pena, dall’ergastolo a 16 anni, per Torre, che con una lettera di scuse alla famiglia Cesarano annunciò in sostanza l’avvio di un percorso di collaborazione con la giustizia.
“La strategia del collegio difensivo – fa sapere l’avvocato Enrico Di Finizio – è stata finalmente presa in considerazione. Sembrava di palese evidenza che l’omicidio del povero Genny Cesarano fosse stato eseguito nell’immediatezza di una ‘stesa’ (raid a colpi d’arma da fuoco, ndr) subìta e non fosse stato il frutto di un proposito premeditato”.
This post was published on Giu 14, 2021 9:34
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