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Giorno della memoria, il ricordo di Alberta Levi Temin

Giorno della memoria. ”La vita è una cosa meravigliosa e dovete viverla con gioia”. E’ questo l’invito di Alberta Levi Temin, ebrea sfuggita alla deportazione nazista, ai bambini delle classi quinte e a quelle della scuola secondaria di primo grado dell’istituto comprensivo 1° Cangemi di Boscoreale (Napoli). Levi Temin, fondatrice dell’associazione ‘Amicizia ebraico-cristiana‘, ha raccontato la sua esperienza di superstite nell’ambito del primo evento organizzato dall’istituto per commemorare la Shoah. La commemorazione è solo il primo di una lunga serie di progetti che il nuovo dirigente scolastico, Rosa Vitale, è intenzionata a portare avanti.

Giorno della memoria: la commemorazione attraverso le esibizioni degli studenti

Dapprima, i ragazzi della classe V A si sono esibiti in una drammatizzazione di un passo del famoso romanzo ‘Se questo è un uomo‘ di Primo Levi, quello in cui l’autore-protagonista, seppur trovandosi ad Auschwitz, si sforza di recitare il canto dantesco di Ulisse. A guidare i ragazzi la docente Angela Federico. Successivamente, è stata la volta della testimone la quale, insieme all’amica e presidente dell’associazione Diana Pezza Borrelli, ha illustrato in maniera toccante la sua tragica esperienza di vita, che l’ha vista salvarsi dalla deportazione. In terzo luogo, è toccato ai ragazzi della classe V D, i quali hanno recitato la poesia ‘Se questo è un uomo‘ e riposto sul palco dei sassi, elemento ebraico simbolico con il quale si rende memoria alle persone scomparse, suscitando, così, la commozione della testimone. L’incontro si è concluso con il canto: Luca Voccia e Monica Buonocore, hanno dato vita ad un duetto. La preside, nel ricordare tutti coloro che hanno collaborato all’evento, ha rivolto un particolare ringraziamento a tutte le docenti coinvolte. Presenti in teatro anche il sindaco Balzano e le varie rappresentanze scolastiche.

Giorno della memoria: il racconto di Alberta Levi Temin

”Obbedite sempre alla vostra coscienza – ha raccomandato la testimone ai bambini – Non rimandate a domani quello che potete fare oggi”. Alberta, quando iniziarono le deportazioni, fu costretta a spostarsi da Ferrara, città considerata troppo vicina al confine, a Roma da alcuni suoi zii. Tuttavia, poco dopo il suo arrivo, le retate nazifasciste colpirono anche lì, coinvolgendo anche la sua famiglia. Il 16 ottobre 1943 due nazisti fecero irruzione nella casa in cui era ospite. Alberta Levi Tamin riuscì a fuggire fuori al balcone. La sorella chiuse i battenti della finestra e, grazie a questo espediente, Alberta riuscì a scamparla, mentre i suoi parenti furono deportati. Un’esperienza, quella condivisa da Alberta, ricca di emozioni e significati. E’ importante che di tutto quello che è successo si parli perché ”siamo tutti parte di un’unica famiglia. Solo se si riconosce questo, l’umanità sarà di questo mondo”.

This post was published on Gen 26, 2016 14:38

Redazione Desk

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