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Gomorra, Marco D’Amore: “I ragazzini di Scampia mi dicevano come sparare”

Per tutti nella serie Tv Gomorra è Ciro, nella vita di tutti i giorni è però Marco D’Amore, un ragazzo come tanti che la camorra non l’ha mai conosciuta per davvero e nemmeno ora che interpreta uno dei personaggi chiave della serie, può dire di conoscere realmente il mondo della malavita organizzata, centomila volte più crudo di quello che si racconta nella fortunata serie in onda su Sky. Non a caso, alla domanda “La tua vita è cambiata dopo Gomorra? Qualche camorrista ti ha voluto avvicinare?”, lui semplicemente ha risposto con: “Io i camorristi li ho conosciuti a Milano, a Bologna, a Roma. Non è che mi avvicinano perché ho fatto ‘Gomorra’. Anche perché se qualcuno di loro ha visto la serie, si sarà fatto quattro risate. La realtà è molto peggiore. Noi non la sfioriamo neanche. Nonostante il nostro sia un lavoro crudo feroce di grandissimo sforzo per avvicinarci alla realtà”.

Marco D’Amore: “I ragazzini mi dicevano come impugnare l’arma”

Marco D’Amore sa benissimo che la camorra non è quella raccontata da Ciro e gli altri personaggi della serie, per riuscire realmente a capire che cos’è la camorra devi per forza nascere dentro quel sistema. Proprio su tale punto racconta un episodio capitato a lui e Salvatore Esposito (Genny nella serie – ndr) durante le riprese a Scampia, dove dovevano eliminare un tossico in una scena: “Sopra di noi c’erano centinaia di persone affacciate, con i ragazzini che ci dicevano come dovevamo sparare, impugnare l’arma, tirarla fuori, avvicinarci alla vittima. Perché quei bambini quelle scene che noi ci stavamo “divertendo” a girare le avevano viste decine di volte”. Purtroppo come dice Marco D’Amore, per chi vive in certe realtà, la camorra è tutt’altro, non è solo finzione ma realtà, con cui convivere ogni giorno, una realtà molto più cruda di Gomorra.

This post was published on Giu 12, 2015 12:41

Francesco Healy

Ho sempre odiato, sin dalla nascita, le bugie e le ingiustizie, dunque da grande avevo solo due strade da poter percorrere, quella del detective o del giornalista, ho scelto la seconda e il potere della penna, da sempre affascinato da tale professione.

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