Due rigori del Pipita risolvono il match con i granata.
di Diego Scarpitti
Corrida delle ore 12:30. San Paolo come arena circolare. Higuain nei panni del torero. Il protagonista di giornata indubbiamente è l’argentino. Che indossa non il Traje de Luces, simbolo della Tauromachia, ma la maglia azzurra numero 9. El Pipita trasforma al 14’ e al 32’ i due calci di rigore e infilza Padelli con le appuntite banderillas. L’uomo venuto da Brest fa rivivere il libro scritto da Ernest Hemingway nel 1932: “Morte nel pomeriggio”. In questo caso a tutto danno dei granata.
Il Napoli ringrazia il suo condottiero. I tifosi lo esaltano, lo incensano, lo osannano. Gli tributano i giusti riconoscimenti. Il Matador uruguaiano, nonché lontano ricordo, viene relegato al passato. Gonzalo si impossessa della scena, un tempo di Edinson. Gli acciacchi non inficiano la sua prestazione odierna. Il flessore concede tregua.
Mertens nelle vesti di peon. Il belga aiutante di campo dell’ex madrileno. La freccia azzurra di Lovanio, un talento puro, vale molto di più dei 10 milioni di euro spesi da De Laurentiis. Funambolico, efficace, incontenibile si mette perennemente in luce. Provoca il primo penalty, scompagina la difesa avversaria, mette in seria difficoltà il portiere ospite.
Il Napoli batte il Torino 2-0. Lo show azzurro continua.
(Per i polemici cronici. Il direttore di gara De Marco elargisce generosamente il secondo rigore. Che non c’è.)
27 ottobre 2013
This post was published on Ott 27, 2013 17:36
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