Attualità

«I don’t care, I Am invisible»: gli abiti vuoti di Claudia Piscitelli al Museo della Moda di Napoli per l’Ong Cria

Dal 14 maggio in mostra dieci opere, che raccontano archetipi femminili tra ironia e memoria 

Una serie di vestiti dipinti, svuotati della presenza di un corpo che li abiti, ma che ancora rappresentano ruoli, emozioni, e infine archetipi dell’identità femminile. È questo il focus della mostra di Claudia Piscitelli “I don’t care, I Am invisible” curata da Barbara Crespigni, allestita nel Museo della Moda della Fondazione Mondragone, che si presenta in conferenza stampa mercoledì 13 maggio alle 11. La mostra è dedicata a Tito Piscitelli, che ha speso la vita per sostenere e incoraggiare all’espressione libera bambini e giovani brasiliani e napoletani attraverso il teatro. Il ricavato è devoluto all’Ong Cria con cui lui collaborava. All’incontro partecipano l’artista e la curatrice con Giuseppe Merlino Francesista, Mario Rusciano Professore Emerito Federico II, Maria d’Elia Presidente Museo della Moda di Napoli- Fondazione Mondragone. Dieci grandi dipinti: “La vedova”/ the widow “L’amante”/the lover, “La viaggiatrice”/ the traveler, “Biancaneve”/ Snowhite, “L’amica triste”/ the sad friend, “La sposa”/ the bride, “La narcisista”/ the narcisist, “L’intellettuale”/ the intellectual, “La bipolare”/ the bipolar e un’installazione centrale “L’ipnotista”.

«Il soggetto pittorico dell’abito “vuoto” – spiega Claudia – è già stato investigato da importanti artisti italiani e stranieri del calibro di Anselm Kiefer, ma qui si vuole far sentire il punto di vista di una donna e quindi le emozioni legate ai vestiti sono più autentiche e sottili, essendo emozioni dell’artista stessa che è donna. Ancora la figura maschile unica presente e “ipnotista”, impegnato in un lavoro inutile perché l’essenza delle proprietarie dei vestiti è altrove, è un modo leggero e ironico di fotografare una problematica, attuale e antica, di rivoluzione, “presunta” sottomissione e fuga reale nella danza delle relazioni sentimentali».

Il titolo allude ad una posizione ben definita: l’artista è invisibile, non si vede, si nasconde o semplicemente non c’è. Lo spettatore si rapporta solo con le tele, che danno proprio le la chiave interpretativa di questo “I Am invisible”.

 «Ospitare la mostra di Claudia Piscitelli conferma la nostra missione – commenta d’Elia – guardare all’abito non come semplice costume, ma come strumento di indagine profonda. Le sue opere trasformano il tessuto in un linguaggio capace di esplorare l’analisi individuale e le dinamiche collettive della società. In questa visione, la moda diventa un percorso di ricerca d’identità che supera l’estetica per farsi memoria e pensiero».

L’artista gioca con temi seri, usa la leggerezza e l’ironia, ci libera dalla difficoltà di sondare il profondo, attraverso lavori al contempo seri e gioiosi. La mostra resterà allestita fino a settembre. «Claudia sonda le profondità della psiche – spiega Crespigni – si sdoppia in possibili personaggi. I vestiti rappresentati su tela e nei disegni preparatori sono privi di corpo umano, si presentano da soli e alludono, ognuno a modo suo a degli archetipi dello spirito. Lo spirito dell’artista certamente ma anche con un gioco sottile il nostro spirito».

Scheda:

Titolo: I don’t care, I Am invisible

Artista: Claudia Piscitelli

Curatrice: Barbara Crespegnini

Luogo: Museo della Moda di Napoli – Fondazione Mondragone

Opening: 14 maggio 2026

Chiusura: 14 settembre 2026

Giorni e orari di visita: lunedì – venerdì, 9-16

This post was published on Mag 11, 2026 17:05

Redazione

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