Il segno che diventa leggenda. La mostra celebra uno dei più grandi designer che l’Italia abbia mai avuto e non solo, anche del mondo. Lo studio Opera LTB ha annunciato la partecipazione del grande designer, come special guest della Salerno Design week 2026. Il Maestro è stato presente per due giornate, sia all’inaugurazione della mostra, che agli incontri con le Istituzioni, imprese, sponsor e pubblico. Un uomo di grande empatia, disponibilità e umiltà, come solo i grandi possono essere. Ricordiamo, tra i suoi leggendari disegni, l’automobile Fiat Panda, il cavallino rampante della Ferrari e la mitica auto Delorean, protagonista della saga cinematografica di Ritorno al futuro. Auto recuperata dall’oblio dal regista Robert Zemeckis che l’ha voluta come simbolo di auto che attraversano il futuro e fanno la storia. Una mostra unica nel suo genere, molto interessante, con la presenza, nel chiostro del Museo Diocesiano di Salerno, della Delorean, prototipo da Giugiaro disegnato negli anni ottanta. E c’è stato anche l’allestimento di Back to the future, insieme con altre chicche. Infatti la mostra è durata quattro giorni e ha visto una meravigliosa esposizione dedicata a oltre sessant’anni di attività del Maestro, con disegni originali, studi progettuali e materiali storici.
La mostra è stata organizzata dall’avvocato Gianluca Iaione, art manager ed esperto d’arte e dall’avvocato Pietro Smeriglio, che ha curato i rapporti Istituzionali della mostra. A Giugiaro è stato conferito il Premio alla carriera per il suo straordinario contributo alla storia del design italiano e mondiale. Una sezione speciale della mostra racconta il rapporto tra il Cavallino rampante della Ferrari e il cavallo Persano, storica razza equina legata al territorio salernitano.
Inoltre è stato ricostruito il percorso che collega Francesco Baracca, asso dell’aviazione dei primi del novecento, Enzo Ferrari e la nascita del Cavallino rampante. Una storia suggestiva che riporta all’aviatore che scelse lo stemma araldico del secondo reggimento “Piemonte reale”, da lui frequentato. Ebbene, l’aviatore scelse di adottare tale stemma facendo alcune varianti, come emblema personale che rivendicava l’amore per l’aviazione militare e per i cavalli. In un incontro tra Enzo Ferrari e il padre di Francesco, il conte Enrico Baracca, fu costui che invitò l’ingegnere a utilizzare come stemma nel 1929 dell’appena nata scuderia Ferrari, con il Cavallino nero e la coda all’insù e il fondo giallo che è il colore di Modena. Una fantastica storia di un’Italia operosa.
La mostra ora prosegue per due mesi presso gli spazi espositivi di Studio LTB traversa corso Vittorio Emanuele, via Torretta, 4 di Salerno. L’inaugurazione sarà il 13 novembre alle ore 17. Seguirà un aperitivo. L’ingresso è libero.
di Daniela Merola.











