
Attenzione l'INPS sta chiedendo soldi indietro tramite raccomandata (roadtvitalia.it)
L’INPS sta chiedendo soldi indietro ai pensionati. Stanno arrivando raccomandate che chiedono ai pensionati la resitutzione di alcune somme.
Non è certo una novità, anzi, senza ombra di dubbio è una di quelle situazioni che ciclicamente si ripresentano e che ogni volta fanno discutere. Anche quest’anno, infatti, sono tanti i pensionati che si sono ritrovati nella cassetta della posta una raccomandata dell’INPS che ha subito fatto salire l’ansia.
Il motivo? L’Istituto, come già accaduto altre volte in passato, chiede la restituzione di somme che sarebbero state percepite indebitamente. Si tratta di una vicenda ormai nota a molti, ma che non smette mai di creare disagio e preoccupazione, soprattutto tra chi vive con pensioni modeste e fa fatica ad arrivare a fine mese.
Ecco il motivo dietro le raccomandate INPS
Le ragioni di queste richieste sono sempre le stesse e si dividono principalmente in due grandi categorie. Da una parte l’INPS effettua controlli a campione o ricalcoli sulle pensioni e, talvolta, riscontra che negli anni passati ha erogato importi più alti rispetto a quelli realmente spettanti. Dall’altra parte, invece, può accadere che il pensionato abbia dimenticato – o non abbia saputo – di comunicare determinate informazioni obbligatorie che, se mancanti, portano l’Istituto a considerare errato il calcolo del trattamento pensionistico.
Infatti, ogni anno l’INPS aggiorna i dati relativi alle prestazioni erogate e, se trova discrepanze o omissioni, procede a inviare la famigerata raccomandata. Ed è proprio in quel momento che, senza troppi giri di parole, il pensionato si trova di fronte a una richiesta di rimborso che può arrivare a cifre tutt’altro che trascurabili. Una situazione che, come è facile immaginare, genera confusione e timore, anche perché non sempre la comunicazione è chiara o facilmente comprensibile per chi non è abituato a districarsi tra i termini burocratici.

Cosa fare allora se si riceve una di queste lettere? La prima cosa è non farsi prendere dal panico e leggere attentamente ogni dettaglio della raccomandata. Spesso all’interno sono specificati i motivi del recupero, l’importo richiesto e le modalità di pagamento. È importante verificare subito se ci sono errori o se si tratta effettivamente di una situazione regolare. In caso di dubbi, è sempre consigliabile rivolgersi a un patronato o a un CAF, che possono fornire assistenza gratuita e spiegare nel dettaglio cosa sta accadendo.
Un’altra cosa da sapere è che l’INPS, nella maggior parte dei casi, propone piani di rateizzazione per permettere ai pensionati di restituire la somma in più tranche, riducendo così l’impatto economico immediato. Però, è sempre bene valutare se ci siano i presupposti per contestare la richiesta o per chiedere una revisione, magari per dimostrare che l’omissione o l’errore non dipendono direttamente dal pensionato.
Insomma, è una questione che si ripresenta puntuale ogni anno e che, senza ombra di dubbio, fa emergere tutte le criticità di un sistema che a volte rischia di scaricare sugli anziani responsabilità difficili da gestire. Restare informati e non affrontare la questione da soli può davvero fare la differenza.