Attualità

James La Motta premiato all’i-Fest 2026 per “TAO”: il cinema entra nel carcere di Castrovillari

di Fabio Iuorio

Per circa un’ora il cinema è entrato nella Casa Circondariale “Rosetta Sisca” di Castrovillari. Non attraverso uno schermo lasciato acceso in una sala, ma attraverso le parole, le domande e le storie raccontate durante un incontro con i detenuti e le detenute dell’istituto.

A partecipare è stato James La Motta, regista napoletano che ha ricevuto l’i-Fest Special Award – Premio Speciale “Cinema Senza Confini” per il film “TAO (Tutto Bianco Tutto Sporco)”, nell’ambito della decima edizione dell’i-Fest International Film Festival 2026.

Il riconoscimento è arrivato sotto la direzione di Giuseppe Panebianco e con Glauce Valdini, communication manager del festival. Un premio che si lega in modo diretto alla storia del film e al percorso che La Motta ha portato avanti attraverso il cinema.

“TAO (Tutto Bianco Tutto Sporco)” è infatti nato all’interno del carcere di Secondigliano, coinvolgendo direttamente quella realtà. Il mondo della detenzione e le questioni sociali non sono quindi rimasti sullo sfondo del lavoro del regista, ma sono entrati nella costruzione stessa dell’opera.

Da qui il significato dell’appuntamento di Castrovillari, dove la consegna del premio è stata accompagnata da un momento di confronto con la popolazione detenuta. Insieme a La Motta era presente anche Marcello Foti, ex direttore del Centro Sperimentale di Cinematografia.

L’incontro si inserisce in un rapporto già avviato tra l’i-Fest e la Casa Circondariale “Rosetta Sisca”. Negli anni, infatti, il progetto “Cinema Senza Confini” ha coinvolto detenuti e detenute nella visione e nella valutazione di diverse opere cinematografiche.

È un modo diverso di vivere il cinema, dove chi guarda non rimane semplicemente seduto davanti a un film. Dopo la visione arrivano le opinioni, i racconti personali e il confronto, ed è proprio questo il senso di un progetto che prova a portare il cinema anche in luoghi che spesso rimangono lontani dai circuiti abituali della cultura.

La cerimonia dell’i-Fest si è svolta con la presenza di diversi nomi del cinema italiano e internazionale. Sul red carpet e sul palco del Castello Aragonese sono passati Gabriel Garko, Lazar Ristovski, Aurora Quattrocchi, Nello Salza, Anica Lazic e Can Yaman.

Tra tanti protagonisti conosciuti dal grande pubblico, il riconoscimento assegnato a James La Motta ha riportato l’attenzione su un cinema costruito anche fuori dai percorsi più convenzionali. Un cinema che, con “TAO”, è partito da un carcere e che proprio dentro un altro istituto penitenziario ha trovato un’occasione per continuare il proprio percorso.

A Castrovillari, infatti, il film è diventato il punto di partenza per incontrare persone con esperienze diverse, ascoltarle e parlare di cinema senza tenere fuori dalla porta ciò che ciascuno porta con sé.

È qui che il nome “Cinema Senza Confini” acquista un significato concreto. Non soltanto perché il cinema può viaggiare da un Paese all’altro, ma perché può arrivare anche dove le porte sono chiuse e creare, almeno per il tempo di un incontro, uno spazio di dialogo.

Per James La Motta il premio all’i-Fest si lega così a un lavoro che aveva già scelto di misurarsi con il mondo della detenzione. E a Castrovillari quel percorso ha trovato un altro momento di confronto, tra un film, le persone che lo hanno visto e le storie nate attorno a quella proiezione.

Per circa un’ora, il carcere è rimasto sullo sfondo. Davanti c’erano il cinema e le persone.

This post was published on Set 16, 2026 15:34

Redazione

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