Cronaca

La camorra si evolve: dalle strade al web, così i clan puntano sulle truffe digitali

La camorra non si ferma mai, cambia volto, si adatta ai tempi e cerca sempre nuovi modi per essere un passo avanti rispetto a chi la combatte. Ma questa volta i Carabinieri del Comando Provinciale di Napoli sono riusciti a bloccare un sistema ben organizzato, scoprendo un meccanismo di truffe informatiche che coinvolgeva diversi esponenti della criminalità organizzata grazie ad un’operazione scattata alle prime luci dell’alba di ieri. In totale sono sedici le persone coinvolte nell’indagine, tutte ritenute vicine al Clan Mazzarella, dodici sono finite in carcere, mentre per altre quattro sono stati disposti gli arresti domiciliari: tra i nomi più importanti spuntano quelli di Michele Mazzarella, Ciro Mazzarella, Alberto Mazzarella e Marianna Giuliano. Le accuse sono associazione per delinquere, frode informatica e accesso abusivo a sistemi informatici, con l’aggravante del metodo mafioso.
Il dettaglio che più ha colpito gli investigatori riguarda però la figura centrale dell’intera operazione: un hacker di appena 25 anni che secondo gli inquirenti avrebbe messo le sue competenze al servizio dei clan per costruire un vero e proprio sistema di truffe online. Il paradosso è che il ragazzo sarebbe legato al Clan Licciardi, da sempre considerato rivale dei Mazzarella eppure, in questo caso, i rapporti tra le due fazioni avrebbero seguito una logica diversa, un segnale che ci spiega come funzionano oggi certi equilibri: quando c’è da fare affari, anche clan storicamente nemici riescono a trovare un accordo.
Secondo quanto emerso dalle indagini, il gruppo aveva creato una vera e propria “fabbrica” di truffe informatiche e parte delle attività si svolgeva anche all’estero, in particolare a Madrid, dove alcuni affiliati si occupavano materialmente di mettere in pratica i raggiri ai danni di correntisti di diversi istituti bancari. Tutto partiva da email o sms che sembravano provenire da banche o servizi affidabili in cui veniva segnalato un problema urgente: una carta bloccata, un accesso sospetto al conto o un’operazione da verificare e in cui il destinatario veniva invitato a cliccare su un link per risolvere subito la situazione. Quel link portava però a una copia perfetta del sito della banca e quindi, convinta di trovarsi sul sito ufficiale, la vittima inseriva username, password e altri dati personali: in quel momento, senza rendersene conto, consegnava le chiavi del proprio conto corrente ai truffatori. A quel punto entrava in gioco l’ultima fase del piano in cui il denaro veniva trasferito rapidamente su altri conti collegati al clan, rendendo molto difficile recuperarlo.
Questa vicenda racconta bene quanto sia cambiata la criminalità organizzata negli ultimi anni: la camorra oggi non si occupa solo di estorsioni, traffico di droga o controllo del territorio ma guarda anche al mondo digitale, dove le competenze informatiche possono diventare uno strumento potentissimo per guadagnare denaro. Una criminalità meno visibile, ma non per questo meno pericolosa in cui non usa la violenza delle armi, ma quella silenziosa delle truffe online, e non ha bisogno di sfondare la porta di casa perché entra direttamente nei conti correnti delle persone.
L’operazione dei Carabinieri rappresenta senza dubbio un risultato importante nella lotta alla criminalità organizzata, ma non si deve abbassare la guardia. Perché se una rete è stata smantellata, è possibile che un’altra stia già nascendo altrove, magari ancora più sofisticata e difficile da individuare. Una sfida che si gioca anche sul terreno della tecnologia.

This post was published on Mar 17, 2026 8:40

Fabio Iuorio

Osservatore del sociale a 360°, amo scrivere e guardare Oltre. Ho amato il ruolo di giornalista fin da bambino, mi piace poter approfondire temi a sfondo sociale spesso ignorati dalla società moderna. Che dire, sono un eterno sognatore di un mondo come quello descritto da John Lennon in Imagine, un mondo dove non esistono discriminazioni e guerre, nulla per cui uccidere o morire.

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