Napoli e Caserta unite dalla “pizza ripiena”. L’idea è dei fratelli Vincenzo ed Emanuele Balbi, pizzaioli e proprietari della pizzeria “Zerottantuno Bella Napoli”, nel centro storico casertano, che a Capodanno mettono in tavola un classico della tradizione partenopea, la “pizza ripiena” preparata con le scarole, e nella variante che omaggia Caserta, con salsiccia di nero casertano, friarielli e provola. L’impasto è leggero e digeribile, così realizzato: 75% di prefermento grezzo con farina di tipo 0, fatto lievitare sedici ore a temperatura ambiente, poi “chiuso” al 90% di idratazione. Il condimento: verdure prima cotte a vapore per rompere le fibre del friariello o delle scarole per dare maggiore scioglievolezza. Dopo, scarola e friariello vengono cotti secondo la tradizione partenopea, con aglio, olio, peperoncino. La scarola è insaporita nella pentola rovente con un condimento segreto. «Zerottantuno Bella Napoli non è solo un luogo dove mangiare – spiga Vincenzo – ma un viaggio sensoriale tra Napoli e Caserta, perfetto per rendere speciali le cene delle feste». In sala, la sommelier Maria Grazia Di Maio, compagna di Vincenzo, guida gli ospiti attraverso abbinamenti studiati. In cucina, la creatività e il supporto di Sara Tessitore, compagna di Emanuele, completano un team affiatato che lavora con passione. Ogni piatto racconta una storia, e ogni sapore si intreccia con la bellezza del territorio e delle sue tradizioni.
This post was published on Dic 27, 2024 16:08
Sabato 24 ottobre si sono svolti a Roma i Campionati Italiani di Laser Run, prestigioso…
Due mesi di grande musica, contaminazioni e laboratori d’eccellenza. Settecento anni di storia, arte e…
Continuano gli appuntamenti dedicati alla cultura, alla memoria e all'impegno civile nell'ambito del progetto “Officina…
Il 29 ottobre la Scuola elementare del teatro porta in scena «Le Troiane. Studio n.…
Mercoledì di recupero per la PSA Napoli EST, che domani sera tornerà in campo al…
Il segno che diventa leggenda. La mostra celebra uno dei più grandi designer che l’Italia…