Il 29 ottobre la Scuola elementare del teatro porta in scena «Le Troiane. Studio n. 1» e «Rosaria». Il 31 ottobre e il 1° novembre spazio alla rilettura del mito firmata da Enzo Cosimi.
Due spettacoli a ingresso libero, poi la danza contemporanea di Enzo Cosimi. Il Trianon Viviani di Napoli attraversa tragedia classica, memoria della città e rilettura del mito con tre lavori in programma tra il 29 ottobre e il 1° novembre.
Si comincia giovedì 29 ottobre con la Scuola elementare del teatro, ideata e diretta da Davide Iodice: alle 18:30 andrà in scena “Le Troiane. Studio n. 1”, seguito alle 21 da “Rosaria”. Entrambi gli spettacoli nascono nell’ambito del ciclo laboratoriale “Officina”.
Sabato 31 ottobre alle 21 arriverà invece “Venere vs Adone”, con coreografia di Cosimi e una seconda rappresentazione domenica 1° novembre alle 18.
Le Troiane: la tragedia di Euripide interroga il presente
“Le Troiane. Studio n. 1” restituisce al pubblico il percorso di “Officina” attraverso una riscrittura di Giovanna Silvestri, con i contributi di Bruno Barone, che firma anche la regia, Enzo Castellone e Caterina De Matteo.
Il lavoro si domanda chi siano le Troiane di oggi e come rendere visibile e udibile la loro sofferenza. Dalla tragedia di Euripide prende forma una riflessione sul potere, sulla responsabilità umana e sulla possibilità di conservare sentimenti e identità anche in una condizione di mortificazione.
L’allestimento cerca così di trasferire agli spettatori lo spaesamento vissuto dai partecipanti al laboratorio, mettendoli di fronte a una storia di sofferenza che continua a ripetersi.
In scena Andrea Adinolfi, Antonio Ciorfito, Sara d’Aiello, Antonella de Falco, Piera Saladino, Amanda Sanni e Michele Pedata, con il contributo di Giovanni Avverso, Francesca Romana Bergamo e Cristina Morra. Marcello Crispino è l’aiuto regia; Annalisa Arbolino cura il processo produttivo.
Rosaria: una storia raccolta nelle strade di Napoli
Alle 21 la serata proseguirà con “Rosaria”, primo capitolo di “Esclusi”, un’antologia scenica in costruzione che accoglie le ricerche di giovani autrici e autori legate alla realtà e alle trasformazioni sociali.
Il progetto nasce da un lavoro di prossimità e testimonianza, con una prospettiva di antropologia sociale prima ancora che teatrale. Al centro di questo primo capitolo c’è Rosaria, una donna senza fissa dimora e con dipendenza dall’alcol, vissuta nella zona dei Tribunali e scomparsa da diversi anni.
Il regista Davide Iodice spiega che lo spettacolo vuole offrirle il saluto condiviso che non ebbe alla morte: “Non ha ricevuto la dignità di un funerale partecipato. Non è nota la sua sistemazione ultima”.
La sua storia è stata ricostruita registrando ed elaborando i ricordi di chi l’aveva incontrata nelle diverse fasi della vita. Secondo il racconto raccolto da Iodice, da giovane Rosaria raggiungeva il centro dalla periferia perché amava ballare. L’orientamento sessuale non accettato dalla famiglia e una relazione amorosa la portarono a lasciare casa.
Dalle testimonianze emerge anche il passato di guida turistica abusiva nella Napoli sotterranea. A questa figura si sovrappone il ricordo della donna che chiedeva denaro per bere, importunava le donne e pronunciava invettive contro gli uomini, ma che qualcuno ricorda anche per un sorriso e una lucida visione dell’amore.
La ricerca ha attraversato le strade della città tra le tre e le quattro di notte, incontrando persone senza dimora e raccogliendo memorie della donna di piazza San Gaetano, anche da chi non ne conosceva il nome.
Interpretano il lavoro Monica Palomby e Chiara Alborino. La drammaturgia e i disegni sono di Benito Martino, le musiche di Lino Cannavacciuolo. Iodice firma regia, adattamento, elementi scenici e luci. Cura artistica e produzione sono della Scuola elementare del teatro, con la collaborazione delle sue guide e dei suoi tutor.
Venere vs Adone: Shakespeare tra corpo, desiderio e natura
Con “Venere vs Adone”, Enzo Cosimi rielabora il poemetto di Shakespeare attraverso danza, immagini e linguaggi diversi. La drammaturgia, curata con la studiosa e curatrice Maria Paola Zedda, si concentra sulle due figure del mito.
Adone assume le sembianze di un corpo palestrato, assorbito dalla costruzione della propria immagine più che dalla caccia. Venere cerca invece di accenderne il desiderio, attraversata da un amore non corrisposto.
La relazione con la natura, il culto del corpo e la violenza della morte si intrecciano con richiami al barocco e con la prospettiva queer che caratterizza la ricerca del coreografo. Le metamorfosi dei personaggi mettono in discussione la norma e la centralità dell’essere umano nel rapporto con il vivente.
Tra i riferimenti visivi figurano Andy Warhol, per l’insistenza sull’immagine del corpo, sulla sua mercificazione ed erotizzazione, e la pittrice sudafricana Marlene Dumas, richiamata attraverso il contrasto tra l’apatia di Adone e l’intensità emotiva di Venere.
Il lavoro è interpretato da Alice Raffaelli, affiancata dall’athletic coach Leonardo Rosadini, e sviluppa la dimensione tribale, animale e dionisiaca della tragedia.
I costumi sono disegnati da Alessandro Lai e realizzati da Giuseppina Angotzi/Sartoria Il costume; le sculture sono di Daniela Dal Cin. Cosimi firma anche il sound design. Roberto Gentile è l’operatore video, Pamela Parafioriti cura l’organizzazione.
La produzione è della compagnia Enzo Cosimi con il Mic, in collaborazione con Amat Residenze centro di produzione Orbita/Spellbound, Atcl, Komm Tanz 2024 Compagnia Abbondanza/Bertoni, Comune di Rovereto e Ram Residenze artistiche marchigiane, finanziate dalla Regione Marche e dal Mic.
Biglietti, agevolazioni e contatti
Gli spettacoli del 29 ottobre sono a ingresso libero. Per “Venere vs Adone” il biglietto costa 15 euro. Resta attiva la promozione per gli studenti, con ingresso a 5 euro.
È ancora possibile acquistare al botteghino abbonamenti e biglietti della nuova stagione utilizzando la Carta docente.
Il botteghino apre dal martedì al sabato, dalle 10 alle 13:30 e dalle 16 alle 19; la domenica e nei festivi dalle 10 alle 13:30. Informazioni al numero 081 0128663, all’indirizzo boxoffice@teatrotrianon.org e sul sito teatrotrianon.org. Il teatro è presente anche su Facebook, Instagram e YouTube.
Il Trianon Viviani, teatro della Canzone napoletana, è di proprietà e gestione dell’omonima Fondazione interamente pubblica, presieduta da Clementina Chieffo, con la direzione artistica di Pierpaolo Sepe. Promuove la musica e il teatro musicale partenopeo, le espressioni contemporanee e i nuovi talenti, con il sostegno di Regione Campania, Città metropolitana di Napoli e Ministero della Cultura e con il patrocinio di Rai Campania.











