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Il Napoli dice addio al secondo posto

Sarà difficile se non impossibile vedere Rafa Benitez in veste di barbiere. Non di Siviglia. La scommessa, se non la bonaria minaccia, del tecnico spagnolo di tagliare i capelli ai cronisti che seguono gli azzurri, in caso di conquista del secondo posto, non verrà onorata. Almeno quest’anno. Archiviata, ma non troppo, la partita infinita, vinta 2-0 con la Vecchia Signora, poiché resterà scolpita nella memoria di tutti, il Napoli perde in Emilia Romagna.

Le due Europe

Azzurri e crociati ambiscono all’Europa. Non attraverso le elezioni del 25 maggio per il rinnovo del Parlamento di Bruxelles, cui sono chiamati alle urne 500 milioni di cittadini continentali dei 28 paesi membri. Ma attraverso l’accesso diretto alla Champions e la conquista di un posto al sole, o meglio in Europa League. Due percorsi diversi, competizioni non del tutto similari contro non populismi ed euroscettici ma battendo accaniti competitors: la Roma del francese Garcia, e la Fiorentina dell’italico Montella e degli scoloriti nerazzurri.

Digiuno quaresimale

Higuain non segna da venti giorni. Dal lontano 17 marzo a Torino. Data evocativa che ricorda scenari unitari della nostra storia patria. Quattro partite e zero gol. Come il punteggio nei primi 45 minuti. La casella delle 14 reti in campionato non fa registrare passi in avanti. Per la quindicesima marcatura toccherà attendere prossimo giro, altra corsa. Gonzalo non gradisce la sostituzione ed esterna tutta la sua contrarietà. L’ultima marcatura di Hamsik risale invece al 2 novembre. Con il quasi defunto Catania. H2 la formula che scoppia. Sempre più pesante da gestire l’astinenza da gol. Pasqua è alle porte per una pronta resurrezione.

Rivincita da ex

Cassano all’81’ a Fuorigrotta, Parolo in casa al 55′ e Donadoni sorride due volte. Piccole rivincite, soddisfazioni tolte e sei punti collezionati. Soprattutto maturati senza lo squalificato Amauri e con un FantAntonio indisponibile. Il team di Ghirardi continua ad incantare e a sorprendere. Lontani i tempi di Nevio Scala ma nel calcio esistono pur sempre i cicli. Che sia iniziato quello di Roberto da Cisano Bergamasco?

Il Napoli pensava di salutare il Tardini sulle note dell’Aida di Verdi. Invece saluta il secondo gradino del podio, staccato di 12 lunghezze dai capitolini. Non basta reclamare per un rigore sacrosanto non concesso per l’atterramento di Zapata. Rimorsi e rimpianti per gli innumerevoli punti dilapidati con le piccole. Dalla grande esaltazione alla grande bruttezza. E l’equilibrio dov’è?

 

This post was published on Apr 6, 2014 22:48

Redazione Desk

Questo articolo è stato scritto dalla redazione di Road Tv Italia. La web tv libera, indipendente, fatta dalla gente e con la gente.

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