Dopo i ladri di ottone, a Napoli arrivano anche i ladri di tombini. E’ la denuncia di Francesco Emilio Borrelli e Gianni Simioli della Radiazza. L’ultimo furto è stato registrato a Via Marchese Campodisola nei pressi dell’Università Federico II: anche qui, come in molti altri quartieri di Napoli che sono stati interessati dai furti, la gente è costretta ad utilizzare i cassonetti per coprire le buche che si creano.
Da mesi scompaiono i tombini a Napoli, denunciano Borrelli e Simioli; per via della crisi infatti la ghisa di cui sono composti i tombini diventa materia preziosa per il “mercato nero” dei metalli, anche se il più richiesto rimane il rame. La ghisa può essere venduta a 500 euro alla tonnellata, ma se il tombino viene sradicato e venduto con tutto il telaio, il prezzo del singolo pezzo può essere tra i 70 e i 100 euro. Solo negli ultimi giorni sono stati registrati 22 furti di tombini a dimostrazione del fatto che si tratta di un fenomeno in costante aumento.
This post was published on Mar 31, 2014 10:31
Sabato 24 ottobre si sono svolti a Roma i Campionati Italiani di Laser Run, prestigioso…
Due mesi di grande musica, contaminazioni e laboratori d’eccellenza. Settecento anni di storia, arte e…
Continuano gli appuntamenti dedicati alla cultura, alla memoria e all'impegno civile nell'ambito del progetto “Officina…
Il 29 ottobre la Scuola elementare del teatro porta in scena «Le Troiane. Studio n.…
Mercoledì di recupero per la PSA Napoli EST, che domani sera tornerà in campo al…
Il segno che diventa leggenda. La mostra celebra uno dei più grandi designer che l’Italia…