Sopprimere i bambini affetti da disabilità gravi per ridurre i costi della Sanità statunitense. La proposta incredibile, per usare un eufemismo, arriva dalla bocca di Peter Singer, filosofo della liberazione animale, fautore della linea della “parità” tra uomini e bestie, inventore del termine “specismo”, ovvero il razzismo dell’umanità verso le altre creature.
“Stiamo già compiendo dei passi che portano alla terminazione consapevole e intenzionale della vita dei bambini gravemente disabili”. Solo a leggerlo si fa fatica a credere sia vero. Se poi le parole sono state ascoltate alla radio, pronunciate direttamente dalla bocca del professore australiano, allora si potrebbe quasi pensare sia la sceneggiatura di chissà quale film, la trama di chissà quale libro. Il tutto per ridurre i costi della Sanità statunitense, con un’America che “spende il doppio di altri paesi per ottenere molto poco beneficio in termini di risultati”. Spese che sarebbero diventate insostenibili soprattutto dopo l’Obamacare. La legge sulla Sanità ottenuta dopo l’aspra battaglia del presidente Obama, che prevede il diritto e il dovere (pena sanzioni) per le quasi 48 milioni di persone non assicurate di stipulare una polizza con prestazioni minime garantite, tra cui le cure per i figli fino a 26 anni. Una copertura sanitaria non pubblica ma universalmente accessibile, senza più discriminazioni per chi soffre di patologie pregresse.
E proprio partendo da ciò, stando al pensiero di Singer, che, quando parla del bambino disabile, utilizza il pronome “it”, che in inglese si applica a cose o animali, molte delle decisioni prese dai medici sono dettate dall’esigenza di ridurre i costi. Una sorta di eutanasia, quindi, verrebbe già applicata, anche se “non apertamente”, nei confronti dei neonati gravemente disabili. “Se un bambino nasce con una massiccia emorragia cerebrale significa che resterà così gravemente disabile che in caso di sopravvivenza non sarà mai in grado nemmeno di riconoscere sua madre, non sarà in grado di interagire con nessun altro essere umano, se ne starà semplicemente sdraiato lì sul letto e potrà essere nutrito, ma questo è quel che avverrà, i dottori staccheranno il respiratore che tiene in vita il bambino. Non so – conclude Singer – se essi siano influenzati dalla necessità di ridurre i costi. Probabilmente sono influenzati semplicemente dal fatto che per i genitori quello sarà un fardello terribile, e per il figlio non ci sarà alcuna qualità della vita”
This post was published on Mag 19, 2015 11:12
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