Cronaca

Pianura, colpisce l’ex moglie al volto con una cassa bluetooth: arrestato

Un 48enne arrestato dopo aver colpito l’ex moglie al volto con una cassa bluetooth. Dietro, mesi di richieste, furti e dipendenza. E un figlio costretto a diventare scudo.

Pianura, quartiere ovest di Napoli, un uomo di 48 anni è stato arrestato dai carabinieri di Rione Traiano nella serata di sabato 4 aprile con l’accusa di lesioni aggravate e maltrattamenti in famiglia. La vittima è la sua ex moglie, colpita ripetutamente al volto con una cassa bluetooth portatile mentre stava per salire in auto davanti alla propria abitazione, riportando traumi e contusioni al volto con una prognosi di trenta giorni.
Tutto è cominciato nel tardo pomeriggio: il 48enne si è avvicinato all’ex moglie mentre lei stava uscendo di casa e le ha chiesto dei vestiti, presumibilmente per rivenderli. Lei ha rifiutato. A quel punto l’uomo ha perso il controllo: ha afferrato la cassa bluetooth che aveva con sé, ha iniziato a colpire la carrozzeria dell’auto, poi ha aperto lo sportello e si è scagliato sulla donna, colpendola più volte in faccia con lo stesso oggetto. Secondo quanto ricostruito dai carabinieri, l’uomo da tempo sottoponeva l’ex moglie a pressioni continue: richieste insistenti di soldi, beni sottratti dall’abitazione familiare, comportamenti sempre più minacciosi, e il tutto riconducibile alla sua tossicodipendenza. La donna aveva già subìto furti in casa in passato, fino alla serata di sabato, questo è stato l’ultimo atto di una storia che dura da molto più a lungo. Trenta giorni di prognosi, un numero dietro di cui ci sono dolori, visite al pronto soccorso, occhi gonfi, spiegazioni da dare a chiunque chieda. Stavolta però ad interrompere l’aggressione è stato il figlio della coppia, che si trovava nelle vicinanze e che ha soccorso la madre, riuscendo ad allontanare il padre. Un gesto coraggioso, ma che nessun figlio dovrebbe mai essere costretto a compiere. Nel frattempo erano già stati allertati i carabinieri della stazione di Rione Traiano, che hanno avviato le ricerche nell’area, rintracciando a poca distanza dal luogo dell’aggressione il 48 enne che aveva con sé un piccone, una sega e due pinze, attrezzi da scasso come se, finita la lite, stesse già pensando al prossimo colpo, un altro furto, un altro modo per racimolare soldi per la droga. L’uomo si trova ora in carcere, in attesa di giudizio, la donna è stata medicata al pronto soccorso, il fascicolo è aperto. La macchina della giustizia si è messa in moto, come si dice in questi casi. Ma ogni volta che accade una cosa del genere ci troviamo a fare i conti con la stessa domanda scomoda: perché si arriva fin qui? La tossicodipendenza è una malattia, certo, ma la violenza è una scelta. A Pianura, come in tanti altri quartieri della periferia napoletana, le strutture di supporto esistono sulla carta, i centri antiviolenza ci sono, i numeri di emergenza pure. Quello che spesso manca è il momento prima: l’intercettazione precoce, la rete di vicinato che riconosce i segnali, il coraggio istituzionale di intervenire prima che un finestrino venga frantumato e un volto di donna venga ridotto ad un referto medico.
Quella cassa bluetooth era un oggetto banale, quotidiano, diventato un’arma perché nessuno ha fermato tutto prima. Quando riusciremo a capirlo davvero?

This post was published on Apr 6, 2026 8:45

Fabio Iuorio

Osservatore del sociale a 360°, amo scrivere e guardare Oltre. Ho amato il ruolo di giornalista fin da bambino, mi piace poter approfondire temi a sfondo sociale spesso ignorati dalla società moderna. Che dire, sono un eterno sognatore di un mondo come quello descritto da John Lennon in Imagine, un mondo dove non esistono discriminazioni e guerre, nulla per cui uccidere o morire.

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