Categories: Costume e Società

Pistoletto, “le discariche a cielo aperto ci sono anche altrove”

Michelangelo Pistoletto, il maestro dell’arte povera, elogia i napoletani per il rispetto dimostrato per le sue istallazioni nelle stazioni di piazza Garibaldi e di piazza Dante.

Le sue parole stridono con le recenti affermazioni del suo conterraneo, Massimo Giletti.

Pistoletto porterà presto a Napoli una nuova installazione

Pistoletto non è preoccupato dell’integrità delle sue opere installate nei luoghi pubblici di tutta Italia. Dopo lo scempio ai danni dell’opera esposta in Parco Sempione, a Milano, Pistoletto sottolinea che bisogna aspettarsi di tutto quando si decide di esporre in luoghi aperti a tutti.

A questo proposito Pistoletto si ritiene contento di Napoli, dove le sue opere, esposte nelle metropolitane, sono rimaste intere. L’artista ha sostenuto che “i napoletani, in genere dipinti come pazzerelli, da questo punto di vista hanno dato un esempio di grande civiltà“.

Alle dichiarazioni di Giletti Pistoletto risponde che  “certo quando si arriva a Napoli ci si ritrova in un luogo completamente diverso, sembra di entrare in un nuovo stato” ma che “comunque, le discariche a cielo aperto ci sono anche altrove“. E ancora Pistoletto afferma “sicuramente per strada c’è tanto disordine, motociclisti indisciplinati, sorpassi non consentiti. Eppure mia moglie che in genere quando deve attraversare una strada si blocca, a Napoli si butta senza pensarci su perché sa che nessuno la metterà sotto“.

L’artista è molto legato al territorio partenopeo dove ha realizzato anche altre installazioni, al Madre e in piazza del Plebiscito. Il prossimo progetto che vedrà Napoli protagonista è quello stesso progetto che a Milano ha fatto una brutta fine. Pistoletto afferma infatti che vuole portare a Napoli  “lo stesso simbolo della mela reintegrata che rappresenta le nuove condizioni dell’umanità. La mela rappresenta infatti il tempo in cui gli esseri umani erano compresi nella natura. Col morso abbiamo creato il mondo artificiale che ha portato grandi innovazioni scientifiche e tecnologiche, ma anche degrado ambientale. Il terzo stadio che dovremmo produrre è la reintegrazione della mela, riformare l’equilibrio tra la natura e la tecnologia“.

This post was published on Nov 9, 2015 19:14

Donatella De Tora

Laureata in Filosofia, ed Editor. Mi interessano i libri e le storie, sopra ogni cosa.

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