La letteratura medica internazionale l’aveva sconsigliata a bambini con diabete definendola addirittura “junk food“, cibo spazzatura, ed allora, per difendere l”onore’ della pizza napoletana, è scesa in campo l’Università campana “Luigi Vanvitelli” con un test effettuato proprio in pizzeria. Ad organizzarlo il Centro regionale di Diabetologia Pediatrica “G. Stoppoloni” dell’AOU dell’Ateneo, diretta dal professor Maurizio Di Mauro. Al folto staff medico, guidato dal dottor Dario Iafusco, si è affiancato il professor Ohad Cohen dell’Università di Tel Aviv.
Hanno dimostrato – contrastando la teoria secondo la quale questo alimento provoca un aumento della glicemia non facilmente controllabile con l’insulina – che se l’impasto ha una lunga lievitazione, come da disciplinare nella pizza napoletana doc, la glicemia è più stabile e molto facilmente gestibile. All’esperimento hanno partecipato 30 bambini tutti affetti diabete di tipo 1, ben contenti, una volta tanto, di poter addentare fumanti margherite.
This post was published on Mar 23, 2018 21:00
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