Attualità

Quali mosse dietro il golpe militare in Birmania

Cosa c’è dietro il recente colpo di stato del 1 febbraio 2021 avvenuto a discapito del debole governo democratico rieletto del premio Nobel per la pace Aung San Suu Kyi, ora posta agli arresti dai militari

di Luigi Casaretta

Che la Birmania o più precisamente Myanmar, fosse uno stato ancorché grande ma profondamente instabile, lo dimostra il recente colpo di stato del 1 febbraio 2021 avvenuto alquanto incruentemente a discapito del debole governo democratico rieletto del premio Nobel per la pace Aung San Suu Kyi, ora posta agli arresti dai militari per accuse di brogli elettorali; governo appena rieletto a fine gennaio 2021 e perciò immediatamente contestato. Se ad esso si aggiunge che il paese ha buone risorse di gas naturale, petrolio e soprattutto di pietre preziose quali i rubini, la necessità di chiedersi il cui prodest a questo golpe appare necessaria: il grande vicino cinese non accetta l’ingerenza americana nel vicino stato birmano, dove Aung San Suu Kyi rappresentava un baluardo.

I cinesi hanno agito prima che Biden si insediasse pienamente; se XI Jinping al forum virtuale di Davos ammoniva gli Stati Uniti di stare lontani dalle faccende interne cinesi, ed in particolare da Hong Kong e dalla provincia “ribelle” di Taiwan, così ritenuta dalla Cina popolare, il golpe birmano ha rappresentato l’ennesimo scenario di frizione tra le due superpotenze; se gli Stati Uniti sono interessati a tenere una cornice di stati alleati intorno alla Cina, quest’ ultima considera la Birmania uno sbocco fondamentale per la Belt and Road Iniziative e per garantire l’oleodotto ed il gasdotto verso il porto di Kyaukphyu nell’oceano indiano nonché per avere una strada aperta verso la penisola malese.

La Birmania che dipende completamente dalla Cina per gli investimenti, non poteva permettersi di uscire dall’area economica cinese in ragione di una lenta ma inesorabile battaglia al dollaro come moneta di deposito mondiale, sostenuta da Cina e Russia. Le tensioni si sono viste proprio al Consiglio di sicurezza dell’ONU dove alla mozione del golpe votata dai membri permanenti quali Usa, Francia e Gran Bretagna il blocco russo- cinese ha risposto no, cristallizzando una situazione che appare ormai come la nuova divisione delle sfere di influenza mondiale con la UE alla porta di un XXI sec. che corre verso il continente asiatico.

This post was published on Mar 1, 2021 12:58

Redazione Desk

Questo articolo è stato scritto dalla redazione di Road Tv Italia. La web tv libera, indipendente, fatta dalla gente e con la gente.

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