A San Gregorio Armeno sono cominciati i lavori per la fiera di Natale. Nella strada dei pastori stanno arrivando le casette di legno che, come ogni anno, ospiteranno gli artigiani e i loro presepi, e lì resteranno per tutte le feste, fino al 10 gennaio 2027. Sono strutture ignifughe, costruite apposta per gli espositori, e sono costate 47mila euro.
Il giorno della partenza ufficiale, però, ancora non è stato fissato. Per il taglio del nastro e l’accensione delle luminarie si pensa a venerdì 6 novembre, ma tutto potrebbe slittare alla settimana successiva. Alla presentazione sono attesi il sindaco Gaetano Manfredi e l’assessora al Turismo Teresa Armato.
Per i napoletani le casette in strada sono un segnale preciso: dicembre si avvicina. Da qui a poche settimane la via si riempirà di gente, tra chi abita in città, turisti e appassionati che vengono apposta per scegliere una statuina o anche solo per guardare: ogni anno sono migliaia, e camminano in mezzo a botteghe dove il presepe si costruisce a mano tutto l’anno, non solo durante le feste.
Per chi lavora qui la fiera è anche il periodo in cui si incassa di più. Il Comune ne ha tenuto conto e ha confermato gli sconti sul canone per l’occupazione del suolo pubblico: chi espone prodotti legati al presepe può arrivare a pagare l’80% in meno. In pratica, agli espositori toccherà versare al Comune circa 2.500 euro, più altri 7mila per gli spazi occupati, mentre la riduzione sulla Cosap vale intorno ai 34mila euro.
La concessione delle aree l’ha chiesta e ottenuta l’Associazione Artigianale Arte Presepiale San Gregorio Armeno, che organizzerà la manifestazione lungo la strada e nelle traverse coinvolte. La regola per gli stand è chiara: si vendono cose che hanno a che fare con il Natale e con l’arte del presepe, tutto il resto rimane fuori, perché la fiera non perda il suo carattere.
Lo stesso discorso adesso vale anche per i negozi. La giunta comunale ha approvato un vincolo che impedisce l’apertura di attività lontane dalla storia e dalla vocazione artigiana della strada. Niente friggitorie, per esempio, e niente negozi che vendono merce senza alcun legame con la tradizione locale. La decisione arriva dopo le discussioni delle ultime settimane, quando si era parlato dell’arrivo di un’attività dedicata alle calamite. Alla fine quell’apertura non c’è stata.
È una scelta che parla soprattutto a chi in quelle botteghe ci passa le giornate. Dietro le vetrine piene di pastori e piccole opere fatte a mano ci sono artigiani che portano avanti un mestiere legato alla storia di Napoli, uno di quelli che non si imparano in fretta.
Tra poco le casette saranno pronte e le luci accese. La fiera vuole lasciare il posto a loro, a chi crea e lavora con le proprie mani, in una strada che ogni Natale richiama visitatori da ogni parte del mondo.













