Un viaggio tra memoria, emigrazione e radici familiari. È quello che propone Giuseppe Strianese con “Diario Vavone”, il suo nuovo romanzo che sarà presentato in anteprima giovedì 16 luglio alle ore 19 a Palazzo Formosa, a San Valentino Torio.
L’iniziativa, patrocinata dal Comune, vedrà i saluti del sindaco Michele Strianese e dell’assessore alla Cultura Raffaella Zuottolo. Ad introdurre l’incontro sarà il professor Vincenzo Cutolo, mentre l’autore dialogherà con il pubblico raccontando la genesi del libro e il lungo lavoro di ricerca che ne ha accompagnato la realizzazione.
Dopo “Mangiavamo pane e cinema”, dedicato ai ricordi della figura paterna, Strianese torna a raccontare la storia della propria famiglia, spingendosi ancora più indietro nel tempo: Diario Vavone rappresenta infatti il naturale proseguimento del suo precedente lavoro, ma anche un ritorno alle origini, ricostruendo le vicende delle famiglie Longobardi e Carrese, due casati dell’Agro nocerino-sarnese uniti da un destino fatto di emigrazione, sacrifici, lavoro e profonda amicizia.
Il romanzo prende avvio da un espediente narrativo suggestivo: il padre dello scrittore gli appare in sogno invitandolo a riscoprire la storia degli antenati. Da quel momento prende forma una ricerca costruita attraverso quaderni di famiglia, testimonianze e documenti raccolti tra l’Italia e New York, che si trasforma in una vera e propria saga familiare. Le vicende dei protagonisti si intrecciano con alcuni dei momenti più significativi del Novecento, dall’emigrazione italiana negli Stati Uniti alle due guerre mondiali, passando per il fascismo e la successiva ricostruzione del Paese. La grande Storia viene raccontata attraverso lo sguardo della gente comune, mettendo al centro i valori della libertà, della dignità e della solidarietà.
Al centro della narrazione c’è anche il profondo legame tra le famiglie Longobardi e Carrese, un’amicizia capace di attraversare il tempo e gli oceani fino a unirsi definitivamente con il matrimonio tra Eufemia Longobardi e Michele, figlio adottivo di Giuseppe Carrese.
Con uno stile essenziale e diretto, Strianese rende omaggio ai “vavoni”, gli antenati, restituendo uno spaccato autentico dell’Italia del secolo scorso e ricordando il sacrificio di chi ha costruito il futuro delle generazioni successive.
Avvocato civilista e cassazionista, Giuseppe Strianese è nato a Salerno nel 1959 ed è cresciuto a Sarno, nel cinema-teatro di famiglia. Nel corso della sua carriera ha ricoperto numerosi incarichi istituzionali e professionali, senza mai abbandonare la passione per la scrittura. Dopo l’esordio con “Mangiavamo pane e cinema”, torna ora in libreria con un’opera che intreccia memoria familiare, storia e identità collettiva.
This post was published on Lug 11, 2026 11:32
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