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Sette mesi agli arresti domiciliari con l’accusa di stupro: è innocente

E’ stata la fine di un vero e proprio incubo per Roberto R. Il 37enne napoletano che, dopo 20 giorni di carcere e sette mesi agli arresti domiciliari, è tornato libero. E quando i giudici hanno letto il provvedimento, non è riuscito a dire nulla, ma ha potuto solo commuoversi.

Sette mesi agli arresti domiciliari dopo 20 giorni passati a Poggioreale, l’incubo di Roberto

Tutto era cominciato quando, la sera dello scorso 15 novembre, Roberto,  laureato, giornalista pubblicista e dipendente di una agenzia immobiliare, si è ritrovato in manette, con l’accusa di aver violentato una studentessa fuori sede, aggredita in via Marchese Campodisola, nei pressi di piazza Borsa. L’arresto è praticamente immediato, così come la condanna e quei 20 giorni trascorsi nel carcere di Poggioreale, che, invece, scorrono lenti. I più lunghi della sua vita. Il tutto, nonostante si fosse sempre proclamato innocente, anche chiedendo gli fosse fatta la prova del Dna. Poi i 7 mesi trascorsi agli arresti domiciliari e quella vita che praticamente ti scivola dalle mani. Fino a ieri. Fino a quando i legali del 37enne hanno depositato il risultato delle proprie indagini e delle consulenze affidate a propri periti, mettendo in discussione la ricostruzione investigativa e mostrando le evidenti lacune dell’inchiesta.

Le indagini e i periti della difesa hanno consentito di ritrovare la libertà dopo sette mesi agli arresti domiciliari

A cominciare dai guanti bianchi. Quelli che Roberto indossava quella sera, mentre la vittima ha sempre asserito che l’aggressore fosse a mani nude. E poi quel selfie. La foto che il presunto aggressore si è scattato proprio negli istanti in cui avveniva lo stupro della ragazza. Gli occhiali che lui indossa, si, ma i suoi sono sottili e con le stanghette bianche. Non di certo grandi e scuri, come quelli indicati dalla vittima. Tutte cose che hanno portato l’avvocato Michele Vaira, che rappresenta la vittima dell’aggressione, alla luce degli stessi elementi presentati dalla difesa, a comunicare la rinuncia alla costituzione di parte civile. “A noi interessa che ci sia il colpevole, non un colpevole”. E forse è stato questo l’atto decisivo perchè il pm ordinasse la scarcerazione di Roberto, fissando la prossima udienza del processo per il 14 luglio. Alla ricerca del vero colpevole.

This post was published on Giu 24, 2015 18:54

Redazione Desk

Questo articolo è stato scritto dalla redazione di Road Tv Italia. La web tv libera, indipendente, fatta dalla gente e con la gente.

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