Sono passati due giorni dalla vile aggressione subita da Giulia, la transessuale accoltellata a Napoli sabato notte, in via Nuova Agnano, nella zona del parco degli Astroni. La 22enne ha rilasciato, dall’ospedale San Paolo, un’intervista a Repubblica, in cui ha raccontato quei terribili momenti. “Erano circa le due di notte e io ero in auto, vicino a un distributore di benzina, quando mi hanno circondato. Erano in quattro, avevano la mia età. Agli sfottò delle ragazze ho reagito, ma gli uomini erano armati. Mi hanno colpito a un braccio, in profondità. All’inizio avevo così paura che non me ne ero accorta. Ma potevano uccidermi. Mi hanno lanciato contro anche un estintore”.
Un racconto agghiacciante, in pieno stile ‘Arancia Meccanica’, che non trova motivazione se non in una aggressione omotransfobica subita da chi chiede “giustizia e dignità”. La prima dovranno dargliela le forze dell’ordine, all’opera per trovare, grazie alle immagini di un impianto di videosorveglianza, chi ha compiuto quel gesto. La seconda, qualcun altro cui lancia un accorato messaggio. “Non è giusto ciò che mi è accaduto, perché io anche domani lascerei la strada se qualcuno mi desse un lavoro decoroso”.
This post was published on Mag 23, 2016 11:56
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