Categories: Cronaca

Viaggio in Circumvesuviana, meglio un calcio nelle…

Una giornata di lavoro cominciata con i peggiori auspici. Dura la vita del pendolare, soprattutto se campano. Colpa della pioggia incessante che è scesa in maniera copiosa su Castellammare (e non solo)? Magari. E’ la Circumvesuviana, o EAV per la precisione, il calvario del pendolare; l’ex vanto dei trasporti è diventato un vero e proprio scempio. Si parte e fin da subito cominciano i disagi. Devo recarmi a Fuorigrotta, nella redazione di RoadTv, entro le ore 10.00, ma al treno che è in ritardo di ben 30 minuti non interessa e decide di arrivare dopo una pausa caffè molto lunga.

Dalla padella alla brace

Finalmente il treno arriva, pieno, pienissimo, come un negozio di scarpe durante il periodo di saldi. Ma non ci lasciamo scoraggiare, noi freelance siamo uomini che osano. Entro scuro in volto, ma con il cuore temerario ed ecco che accade il patatrac. Il treno si ferma per ben 20 minuti a Pioppaino, ridente frazione a pochi chilometri da Castellammare. Dovrà aspettare una coincidenza, probabile, ma la coincidenza vuole che a me stiano già girando. Dopo venti minuti di sbuffi e di braccia larghe, il treno riparte alla volta di Piazza Garibaldi. Gli altri ospiti del mezzo ormai sono assuefatti, troppo abituati al disagio e non partono, almeno nel mio vagone, né improperi, né proteste particolari.

A tempo di musica

Ma non dobbiamo essere cattivi con questa stupenda azienda. A intrattenere i pendolari ci pensano i suonatori ambulanti. A ritmo di musica. Nelle lunghe attese tra una fermata e un’altra, si sentono indistintamente dai vagoni echeggiare musiche oniriche suonate da fisarmoniche e tamburelli. Sono caroselli che ti fanno venir voglia di lanciarti dai finestrini con il treno in corsa, ma neanche questa soddisfazione ti viene elargita, il problema è che il treno non è in corsa, è più fermo che mai.

Finalmente in metro

Trenitalia può essere da meno? Ma non scherziamo. La metro a Piazza Garibaldi – ci sono arrivato con 50 minuti di ritardo totali – vede anch’essa spazi esigui per il movimento, anche le zanzare si rifiutano di entrare per non venir soffocate. Tra un ”mi scusi” e ”guardi che c’è spazio lì” ( eh sì, ci sono anche persone che vedono cose che altri esseri non sono in grado di scorgere), si arriva a Piazza Leopardi. Sono le 11:40 e finalmente si può cominciare a lavorare.

This post was published on Mar 27, 2014 15:00

Michele Longobardi

Laureato in Lettere moderne alla Federico II. Appassionato di videogiochi, calcio, cinema e letteratura. Crede che il giornalismo non sia solo ricerca della verità, ma anche sapiente uso di ironia e sarcasmo.

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