Attualità

Violenza giovanile, allarme a Napoli: due episodi in due giorni

La violenza giovanile non accenna a rallentare: sembra un uragano che ogni giorno travolge quella che, da sempre, chiamiamo “la speranza per il futuro”, le nuove generazioni che dovrebbero costruire il mondo di domani. A Napoli, nel giro di un paio di giorni, si sono verificati altri due episodi: l’omicidio di Marco Pio Salomone, 19 anni, ucciso in zona Arenaccia da un quindicenne (forse per un regolamento di conti, un’ipotesi inquietante vista la loro età) e il ferimento, con una coltellata alla gamba, di un quindicenne nelle vicinanze di piazza Carlo III. In quest’ultimo caso, stando a quello che sta emergendo, tutto sarebbe partito da una sciocchezza, una discussione banalissima tra il gruppo della vittima e qualche altro ragazzo che bazzica la stessa zona, poi, nel giro di niente, la situazione sarebbe degenerata fino al ferimento. La ricostruzione però è ancora da chiarire così come il motivo preciso dell’aggressione. Fatto sta però che ragazzi sempre più giovani escono di casa con un coltello in tasca come fosse un portachiavi, un’immagine che fa rabbrividire. Com’è possibile che un ragazzino si muova già con l’idea di doversi “difendere”, o peggio ancora di dover dimostrare qualcosa? Il paradosso è che questi ragazzi spesso non sono cattivi ma fragili, smarriti, bombardati da modelli sbagliati e dall’idea tossica che li convince che, se non fai paura, allora sei nessuno. Ecco allora che un coltello diventa il lasciapassare per sentirsi “qualcuno” e per farsi rispettare. Intanto però un quindicenne è stato ferito e l’amara domanda rimane lì, pesante: quante piazze, quanti coltelli, quanti ragazzi dovremo ancora contare prima di capire che il problema è molto più ampio rispetto ad una semplice rissa tra giovani?

This post was published on Nov 25, 2025 9:00

Fabio Iuorio

Osservatore del sociale a 360°, amo scrivere e guardare Oltre. Ho amato il ruolo di giornalista fin da bambino, mi piace poter approfondire temi a sfondo sociale spesso ignorati dalla società moderna. Che dire, sono un eterno sognatore di un mondo come quello descritto da John Lennon in Imagine, un mondo dove non esistono discriminazioni e guerre, nulla per cui uccidere o morire.

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