Napoli si prepara a diventare, per una settimana, un punto d’incontro per registi, attori e appassionati di cinema provenienti da diverse parti del mondo. Dal 9 al 15 novembre 2026 torna accordi @ DISACCORDI, il Festival internazionale del cortometraggio giunto alla sua ventitreesima edizione, con un programma che attraversa generi, culture e temi molto diversi tra loro.
Saranno 116 le opere selezionate tra cortometraggi, documentari, animazione e produzioni sperimentali, in rappresentanza di 32 nazioni, una selezione arrivata al termine di un lavoro importante: gli organizzatori hanno ricevuto 4.516 opere provenienti da 125 Paesi. Molti dei film scelti saranno presentati in anteprima europea o italiana e, durante la manifestazione, il pubblico potrà incontrare anche gli autori e gli interpreti delle pellicole.
La direzione artistica è affidata a Pietro Pizzimento. Il Festival è organizzato dall’associazione Movies Event, con il coordinamento di Fabio Gargano e Giuseppe Collela e il contributo della Regione Campania attraverso il fondo regionale per il cinema e l’audiovisivo.
Il programma comprende sei concorsi: internazionale, nazionale, Regione Campania, documentari, animazione e cinema a tematica ambientale. Accanto a queste sezioni ci saranno i cosiddetti Cortissimi, dedicati ai film della durata massima di tre minuti, e uno spazio fuori concorso riservato al cinema sperimentale.
Tra le novità confermate anche per questa edizione c’è il focus sul cinema italo-canadese, curato dall’Italian Contemporary Film Festival, partner internazionale della manifestazione. La collaborazione proseguirà anche dopo l’appuntamento napoletano: una selezione dei cortometraggi italiani presentati a novembre sarà infatti proposta in Canada nel marzo 2027, durante un’iniziativa organizzata dallo stesso festival.
Nella competizione internazionale spiccano opere che affrontano vicende personali e temi legati alla memoria, alla guerra e alla perdita. Tra queste c’è City of Owls di Zhenia Kazankina, ambientato nell’ultima sera prima della partenza di una ragazza che cerca di nascondere alla sorellina il vero motivo del suo addio. Il francese La ligne de vie di Hugo Becker, presentato anche all’82° Festival di Venezia, riporta invece lo spettatore al Natale del 1916, durante la Prima guerra mondiale.
C’è poi Ten to Six dell’italiano Alessio Rupalti, ambientato alla periferia di Londra, e Last Shot di Parham Rahimzadeh, che segue la storia di un palestinese residente nei Paesi Bassi alle prese con le ultime fotografie scattate dal fratello, fotoreporter scomparso a Gaza.
Otto sono i cortometraggi selezionati nella sezione nazionale. Tra questi Bratiska di Gregorio Mattiocco, già premiato ad Alice nella Città nel 2025, che racconta la vita di due fratelli ucraini rifugiati in Italia e le difficoltà legate alla loro condizione economica e all’integrazione.
Attesa anche per Caffè nero bollente di Cinzia Pedrizzetti, con Fiorella Mannoia e Lella Costa, una storia ambientata in carcere che affronta la solitudine, la violenza e la possibilità di ritrovare un legame umano anche nelle condizioni più difficili.
Tra le altre opere ci sono Oreste di Alessandro Cedola, La talpa di Marco Santoro, Dov’è che ci siamo già visti di Claudio Piccolotto e Gemma Iuliano, Esagerata di Giuseppe Cacace e Daniela Stocchi, L’ultimo reporter di Michele D’Anca e Facciamo rumore di Daniele Lince.
Particolare attenzione merita la sezione dedicata alle produzioni realizzate in Campania, che propone storie e linguaggi differenti. In Omicidio assicurato di Fulvio Ricca, una Napoli segnata dalla crisi economica del 2008 diventa lo scenario di una vicenda surreale, nella quale un barista, un avvocato e un becchino cercano di organizzare la morte di un senzatetto per ottenere un risarcimento assicurativo. Il piano, però, prende una piega del tutto inaspettata.
Di tutt’altro genere Kher di Lorenzo Cammisa, prodotto dall’attrice Miriam Candurro. Il cortometraggio racconta il viaggio di un bambino di otto anni che attraversa da solo il Mediterraneo perché i genitori non possono permettersi di affrontare il costo della traversata per tutta la famiglia. Dopo il naufragio, il piccolo riesce a raggiungere l’Italia e trova una comunità disposta ad accoglierlo. Un particolare rende ancora più significativo questo lavoro: i bambini presenti nel film non sono attori, ma minori arrivati realmente in Italia senza i genitori.
C’è spazio anche per il racconto della malattia e degli affetti familiari con La mancanza, diretto e interpretato da Lina Sastri insieme a Luigi Iacuzio. La storia segue una donna che cerca di restare vicina al fratello gravemente malato, fino a quando l’arrivo della pandemia interrompe le loro abitudini e i contatti quotidiani.
Tra le opere selezionate figura anche Solo il mare di Paola Beatrice Ortolani, che racconta l’incontro tra un giovane ufficiale ritrovato su una spiaggia dopo un’esplosione e un pescatore che decide di ospitarlo nella propria casa.
Una parte consistente della programmazione sarà dedicata all’animazione, con opere realizzate attraverso tecniche tradizionali e stop-motion. Tra i titoli italiani figurano Rukeli di Alessandro Rak, dedicato al pugile Johann Wilhelm Trollmann, campione dei pesi medi nella Germania nazista e vittima delle persecuzioni razziali, e In Gaza Pietas di Diego Monfredini, costruito a partire dai disegni reali dei bambini palestinesi. Un film che dà spazio alla loro immaginazione, alle speranze e al dolore di un’intera generazione privata della propria infanzia.
Da segnalare anche Silent Cinema del regista macedone Krste Gospodinovski, presentato al Festival internazionale d’animazione di Annecy. Realizzato in 16 minuti con la tecnica del passo uno, racconta la storia di un’ex stella del cinema muto che non riesce ad accettare l’arrivo del sonoro e finisce per isolare anche il figlio dal mondo esterno.
La sezione documentari propone invece argomenti diversi, dalle difficoltà quotidiane vissute a Cuba durante i blackout, raccontate in Blackout Dreams di Gabriele Licchelli, Francesco Lorusso e Andrea Settembrini, alle periferie di Palermo osservate attraverso il lavoro del fotografo Francesco Faraci in Perigrafia di Stefano Pablo Zito.
Non mancherà infine il concorso dedicato all’ambiente e ai cambiamenti climatici, con opere che affrontano le condizioni del pianeta e le bellezze naturali che rischiano di scomparire.
Tutte le proiezioni si svolgeranno a ingresso gratuito presso la Corte dell’Arte di FOQUS – Fondazione Quartieri Spagnoli, in via Portacarrese a Montecalvario 69. La serata conclusiva è prevista per il 15 novembre, quando saranno annunciati i vincitori e proiettati i cortometraggi premiati nelle diverse categorie.
Confermate anche le giurie. Quella artistica sarà presieduta dallo sceneggiatore e regista Maurizio Braucci, affiancato dallo storico del cinema Giuseppe Borrone e dalla regista Simona Cocozza. La giuria d’onore sarà composta da Guido Lombardi, Nero Nelson e Marcello Sannino.
Presente anche l’AMC, Associazione Montatori Cinematografici e Televisivi, che assegnerà un riconoscimento al miglior montaggio nelle sezioni nazionale e Regione Campania. La giuria sarà presieduta dalla montatrice Annalisa Forgione, insieme a Daniele Camaioni, Chiara Dainese, Federico Lagna e Patrizio Marone. Previsto inoltre il premio del pubblico.
La manifestazione si avvale della collaborazione dell’Italian Contemporary Film Festival, del Centro Sperimentale di Cinematografia – Production, dell’AFIC e delle agenzie nazionali di promozione cinematografica tedesca, francese e italiana.
Durante la settimana sono previsti anche workshop sul linguaggio del cortometraggio in alcuni licei napoletani. Un’occasione per avvicinare gli studenti al cinema e far conoscere loro un modo diverso di raccontare storie, spesso concentrate in pochi minuti ma capaci di affrontare argomenti complessi.
Il programma completo è disponibile sul sito www.accordiedisaccordi.it
This post was published on Nov 4, 2026 12:27
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