Cultura

Fondazione Banco Napoli, il ritorno di Cusani con la presentazione del libro Il colpevole

Mercoledì 10 giugno a Palazzo Ricca il protagonista del più celebre processo di Mani Pulite

Serafino Ferruzzi, Raul Gardini, la maxitangente, i potenti visti da vicino. Mercoledì 10 giugno alle 16, per la rassegna Libri in Fondazione, è in programma a Palazzo Ricca (Via dei Tribunali, 213) la presentazione del libro di Sergio Cusani, protagonista del più celebre processo di Mani Pulite, Il colpevole. All’incontro partecipano con l’autore: Orazio Abbamonte Presidente Fondazione Banco di Napoli, Marcello D’Aponte Presidente Fondazione Museo Archivio Storico Banco di Napoli, Alessio Gemma giornalista, Gabriele Esposito Vicepresidente del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Napoli, Carlo Sama Autore de La caduta di un impero. Edito da Rizzoli, il libro racconta i retroscena di Tangentopoli, il processo Enimont e il ruolo di consulente finanziario per il gruppo Ferruzzi. Il titolo è una provocazione: Cusani si definisce tale pur additando le responsabilità dei veri potenti dell’epoca. “Ognuno di noi vive tante vite, spesso anche molto differenti tra loro, ma c’è sempre un filo che le tiene assieme.” Per Sergio Cusani è il filo della politica, quella intesa nel senso più puro e nobile della parola, però. Sia quando, appena arrivato per studiare a Milano, sceglie il Movimento studentesco della Bocconi per attraversare il Sessantotto. Sia quando più maturo varca i cancelli del carcere per andare incontro alla sua “nuova libertà”. In mezzo ci sono gli anni spericolati di un Paese dove finanza e industria correvano ancora insieme. Cusani frequenta lo studio di Aldo Ravelli, il più importante commissario di Borsa italiano e si ritrova catapultato nei mercati finanziari. In quella fase incontra Serafino Ferruzzi, il fondatore del gruppo agroindustriale per cui lavorerà fino al drammatico epilogo degli anni Novanta e alla stagione degli arresti di Mani pulite. Anzi, del processo per eccellenza, quello della maxitangente Enimont. All’epoca erano in molti a considerarlo un “kamikaze”. Mentre tutti gli altri indagati cercavano di scappare, o di rovesciare la colpa su qualcun altro, o di negare, “io ero lì” scrive Cusani, come “testimone privilegiato”. Intorno a lui c’erano ad affannarsi “politici, esperti di finanza e giocatori sprovveduti, potenti e aspiranti tali, tecnici della colpa e magistrati affamati di popolarità, cronisti prezzolati e molti sbirri”. Ma un solo colpevole. Lui.  Cusani traccia una memoria unica e un monito: “Se ci si vuole emancipare da quella stagione di gravi errori e reati, occorre sapere con precisione il prima e il dopo. La verità è un mosaico pieno di tasselli vuoti, la verità processuale ancora di più”. Molti di questi tasselli sono raccontati qui.

This post was published on Giu 9, 2026 10:04

Redazione

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